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Fermo al fianco di Ansbach. Gismondi: "Parcheggio sempre in quella piazza, immagini terribili"

Ansbach attentato

Il concerto si teneva in una piazza dove si parcheggiano le auto per raggiungere a piedi il centro storico. “E’ quella dove lascio l’auto quando vado ad Ansbach".

FERMO – “Ambulanze, sirene ed elicotteri ovunque”. Questa l’immagine davanti ai cittadini della città di Ansbach, gemellata con Fermo, che ieri sera hanno preso parte ai soccorsi dopo l’attentato compiuto da un profugo siriano di 27 anni con disturbi psichici. Un attentato che solo il caso non ha trasformato in carneficina: alla fine 12 feriti e un morto, lo stesso killer

A raccontarlo è Francesco Gismondi, presidente dell’associazione “Amici di Ansbach” che dieci giorni fa era in Germania per festeggiare il decimo anniversario del gemellaggio tra le due città. “Me lo hanno detto alcuni amici che ho salutato questa mattina – spiega – alcuni di loro fanno parte dei vigili del fuoco. Sono atterrito. Ho saputo stanotte dell’accaduto, e al momento della notizia non riuscivo a capire dove fosse successo”.

Il concerto si teneva in una piazza dove si parcheggiano le auto per raggiungere a piedi il centro storico. “E’ quella dove lascio l’auto quando vado ad Ansbach – continua Gismondi – lì vicino c’è un arco e, una volta passato, ci si trova nel centro storico. Il giovane, che aveva provato ad entrare al concerto senza biglietto, si è fatto esplodere in un locale dove si beve vino e birra, vicino ad uno dei principali hotel”.

Solo dieci giorni fa Francesco Gismondi ed una delegazione di fermani era stata ad Ansbach per festeggiare il decennale. “Il luogo dove si teneva il concerto si trova vicinissimo al chiostro della chiesa di Sant’Uberto, dove il comune aveva organizzato il ricevimento ufficiale per l’anniversario. Un po’ come la distanza che c’è tra le Cisterne Romane e piazza del Popolo a Fermo”.

Fermo, scossa nelle ultime settimane da episodi di violenza, si trova ora a far forza ad Ansbach e agli amici tedeschi. come sottolinea lo stesso presidente dell’Associazione italiana: “A Fermo c’è fermento, in molti mi hanno chiamato. A nome mio e dell’associazione che rappresento esprimo la mia solidarietà e vicinanza alla città di Ansbach tutta”.

Chiara Morini

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