Balaustra del Girfalco abbattuta da una coppietta. La verità nelle intercettazioni di Paniconi

girfalcobalaustra

Tutto nato per un sopralluogo prima di mettere la bomba al Duomo: "Sai il muretto che è stato rotto – prosegue Paniconi – è successo che eravamo andati su io e il lupo. C’era una Jeep con dentro due...".

FERMO – Nella notte tra il 7 e l’8 febbraio qualcuno ha abbattuto la balaustra del Girfalco. “Un atto vandalico deprecabile” fu il commento dal sindaco alla città. Oggi, la possibile svolta anche di questo caso che fece pensare a una delinquenza crescente in città. Delinquenza che poi è diventata criminalità tra bombe e insulti razzisti.

Una svolta che arriva dalle intercettazioni di Martino Paniconi, uno dei due fermati per le bombe contro le chiese. Con la prima, quella contro il Duomo, a due passi dalla balaustra, che è stata posizionata nella notte tra il 27 e il 28 febbraio. “Eravamo andati la settimana prima su (20 giorni in realtà, ndr)” racconta Paniconi a un amico con lui in macchina la settimana scorsa mentre la Procura lo intercettava. “Sai il muretto che è stato rotto – prosegue Paniconi – è successo che eravamo andati su io e il lupo. C’era una Jeep con dentro due. Erano andati alla fine, dove sta il muretto, facevano sesso”. A quel punto, Paniconi si è avvicinato: “E che ci sta a fare sta macchina qui?” racconta all’amico. “Aveva i vetri scuri, mi sono avvicinato per vedere se ci stava qualcuno e vedo questo che accende la macchina e parte sparato a retromarcia. Quasi andava di sotto. Per fortuna il muretto. Ha buttato giù il muretto, poi è partito a palla in mezzo alla breccia”. A quel punto, Paniconi racconta di essersene andato via con il lupo, alias Bordoni. “Il giorno dopo – conclude nel dialogo intercettato – ho letto sul giornale vandali distruggono girfalco. E invece…”.

A questo punto, non resta che ritrovare le immagini delle telecamere di quei giorni e risalire alla jeep che è scappata dal Girfalco. Almeno ci sarà un nome a cui far pagare i danni.

Raffaele Vitali