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Le intercettazioni. Paniconi: "Le ho appicciate tutte io, una volta che ha appicciato il lupo ha fatto i danni ed è rimasta intatta”. Il Gip li lascia in carcere

chiesacampiglione

La prossima settimana l’interrogatorio e le prime parole ufficiali dei due fermati, Paniconi e Bordoni che proveranno a chiarire quello che Domenico Seccia ha definito “disegno criminoso”.

di Raffaele Vitali

FERMO - Convalida del fermo, per pericolo di fuga e reiterazione del reato, e custodia cautelare in carcere. La decisione del Gip Caporale è contenuta in sedici pagine. L’avvocato Alessandro Bargoni, difensore di Paniconi, ha chiesto la misura restrittiva dei domiciliari, ma non è stata concessa. L’avvocato Chiodini, difensore di Bordoni, ha preferito invece attendere l’interrogatorio del Pm, chiesto e non ancora fissato ma previsto entro i primi giorni della prossima settimana, e di leggere le carte. Un faldone di oltre 400 pagine che la Procura ha riassunto nella ventina del provvedimento di Fermo. Provvedimento oggi confermato dal Gip in cui sono riportate alcune delle intercettazioni ambientali, tra Paniconi e altri conoscenti legati al mondo della tifoseria, che hanno spinto poi gli inquirenti al fermo e alla misura cautelare del carcere.

LA TEMPISTICA

Mesi di indagini. Poi tre momenti chiave. Il primo è il ritrovamento del casolare in cui sarebbero emersi particolari che hanno portato gli inquirenti a individuare una persona, che poi ha permesso di risalire a Paniconi e al ‘lupo’ Bordoni. Secondo step, qualcuno ha visto in maniera chiara Paniconi dentro la sua auto parcheggiato vicino alla chiesa di San Gabriele pochi minuti dopo il posizionamento della bomba poi inesplosa. Terzo elemento, quello decisivo, l’intercettazione ambientale dell’ultima settimana che ha coinvolto nella sua auto Paniconi e altre due persone, non indagate. È in questi giorni, tra il 16 e il 19 luglio, che Paniconi racconta dettagliatamente, e questo è riportato nel provvedimento di Fermo, come confezionava le bombe e quanto accaduto al Duomo. Per gli inquirenti è stata come una confessione preventiva.

COSA C’E’ NEL PROVVEDIMENTO DI FERMO

La Procura parla di “gravi indizi di colpevolezza sui due indagati”. Ad avallare l’indagine ci sono pagine di intercettazioni avvenute nell’auto di Paniconi negli ultimi giorni mentre parla in maniera dettagliata con due conoscenti, tirando in ballo ‘il lupo’, ovvero Bordoni, che però non parla mai.

Ecco alcuni stralci delle intercettazioni ambientali.

Paniconi sul rischio ritrovamento Dna: “Il Dna che sospettano non è il mio quindi lo può prendere quello che gli pare (si riferisce a dei controlli subiti da una pattuglia che voleva fargli l’alcoltest, ndr)”. Ragazzo in auto: “Lo può dare la sigaretta ritrovata? Ci stava lo sputo”. Paniconi: “L’ha ritrovata intatta con il Dna la sigaretta. Le ho appicciate tutte io, una volta che ha appicciato il lupo ha fatto i danni ed è rimasta intatta”.

Paniconi sulle chiese colpite dopo che l’amico gli chiede quante ne hanno fatte: “Cinque, tutte zompate? L’ultima no. I portoni sì, la penultima no”. Ragazzo in auto: “Ma quella del Duomo?”. Paniconi: “Madonna, spettacolare! Siamo andati una settimana prima su”.

Paniconi sul casolare: “Lì una ne abbiamo fatta e non so come hanno fatto a trovarla”. Ragazzo: “Ha detto il vecchio che ha visto la luce”. “E che cazzo ne so. Il vecchio ha visto una punto nera, è entrato là dentro e ha visto sta cosa. Era lì perché è un guardone e andava a vedere le coppiette. Dopo gliel’ho detto al lupo (parla di Bordoni, ndr): li ci vanno tutte le coppie a sc… quindi se ci chiamano è perché siamo stati visti. Siccome si parlava che erano state trovate tracce di Dna, ho chiamato subito il lupo, siamo andati a parlare a piedi e gli ho detto: guarda lupo, gli diciamo che siamo gay. Tu fai la parte della donna e dì che mi stavi facendo un….e per questo ci sta il nostro Dna”.

Paniconi e il ruolo del lupo: “Oh, sui siti anarchici parlano di noi”. Ragazzo: “Il lupo contentissimo”. Paniconi: “Se imboccano a casa lo sgamano, ha le meglio bandiere attaccate”. Ragazzo: “Incomprensibile questo ultimo anno”. Paniconi: “Sì sì, però adesso si è calmato. Io gliel’ho detto: sai come funzionavano le cose. Gli dicevo stiamo buoni un paio di mesi. Lui mi veniva a suonare a casa (…) era impazzito con sta cosa. Stiamo buoni un paio di mesi.  Sto cazzo…dopo una settimana”. E poi citano i libri anarchici letti dal lupo.

Paniconi e le bombe: “Le prove stanno a zero. Aho, che abbiamo fatto le cose a cazzo. Le abbiamo fatte precise. Dna, cose che non esistono. L’unico è quello del lupo sulla sigaretta”. Ragazzo: “Non andavate insieme a mettere le bombe?”. Paniconi: “No, uno alla volta, uno stava in macchina, uno metteva distante. Perché se no le targhe, le cose…capito?”. Ragazzo: “Dopo quanto esplodevano?”. Paniconi: “5 minuti”. Ragazzo: “Grandi”. Paniconi: “La sigaretta si consuma, quando arriva dopo accende dipende dal vento. Abbiamo fatto le prove dentro casa, abbiamo fatto tutte le tempistiche con le micce finte. Con le cose varia dai 3 minuti e mezzi ai 5 minuti. Dipende dal vento. (…) ma devi comprare le sigarette adatte, se no si spengono a metà”.

COSA NON C’E’ NEL FERMO

“Dato certo è che nel provvedimento di fermo e di quanto a noi notificato non c’è – spiega l’avvocato Chiodini - alcuna intercettazione di Marco Bordoni, né ambientale né telefonica. E quella ambientale in cui si parla di viaggi all’estero non riguarda Bodoni. Questi sono dati oggettivi privi di qualsiasi commento”. L’avvocato infatti attende l’interrogatorio per esprimere pareri: “Mi sembra giusto e corretto che sia con il Pm che debba rilasciare le prime vere dichiarazioni”. Un silenzio, quello di oggi, che non vuole essere né ammissione, né rigetto delle accuse, ma necessità di studiare al meglio il caso che solo ieri è finito sulla scrivania dei legali.

L’ATTESA

La prossima settimana l’interrogatorio e le prime parole ufficiali dei due fermati, Paniconi e Bordoni che proveranno a chiarire quello che Domenico Seccia ha definito “disegno criminoso”. Indagine finita? Bisogna capire il ruolo delle altre persone intercettate, ma il procuratore ha con chiarezza detto che “allo stato attuale non ci sono altri indagati”. 

@raffaelevitali 

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