Boom in tre province delle Marche: l'avanzata della zanzara tigre. "Serve prevenzione"

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Valeria Paradiso: “Il miglior rimedio resta la prevenzione, ovvero l'eliminazione di quei fattori che permettono lo sviluppo dell'insetto, vettore di malattie infettive nocive per la salute dell'uomo".

FERMO – Ronzano e quando meno te lo aspetti colpiscono. Sono meno pericolose delle 'sorelle’ Aedes Aegypti, tra le responsabili della diffusione del virus Zika, ma anche le Aedes Albopictus, le cosiddette zanzare tigre, sono da evitare oltre che per il fastidio delle punture anche per il rischio di trasmissione di malattie.

Vape Foundation e Anticimex, azienda specializzata, lanciano l’allarme: nei prossimi giorni ci si aspetta una vera invasione, con 63 province che avranno l'indice di infestazione più alto. E tra queste, ai primi posti, ci sono le province marchigiane, anche se il picco riguarderà il Lazio. Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino sono le più interessate secondo il bollettino delle due aziende. Numerose le Regioni in cui la zanzara troverà l’ambiente ideale. Sembrano salvarsi solo la Val d'Aosta (basso rischio) e il Trentino Alto Adige dove il rischio è medio basso.

“Il miglior rimedio resta la prevenzione, ovvero l'eliminazione di quei fattori che permettono lo sviluppo dell'insetto, vettore di malattie infettive nocive per la salute dell'uomo - sottolinea Valeria Paradiso, responsabile Ufficio Tecnico Anticimex Italia -. Per tenere lontano le zanzare sono sufficienti piccoli accorgimenti, come svuotare i sottovasi delle piante ed evitare i ristagni di acqua, o adottare sistemi di disinfestazione automatica che nebulizzano piretro o repellenti (aglio, rosmarino). La soluzione però per liberare seriamente le nostre città dall'invasione delle zanzare è quella di pianificare interventi mirati e continuativi nel corso dell'anno, avvalendosi di esperti e del coinvolgimento attivo dei cittadini, che giocano un ruolo fondamentale per le aree private”.