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Fermo cerca la normalità. Don Vinicio apre le porte di Capodarco ad Amedeo Mancini

manifestafermo

Il 39enne, che si trova in carcere ad Ascoli Piceno, è indagato per l'omicidio preterintenzionale per la morte del migrante nigeriano Chidi Nnamdi, colpito da un pugno dopo che aveva reagito agli insulti alla sua compagna.

FERMO – Voglia di normalità per Fermo. In attesa della verità processuale, con le carte in mano agli inquirenti che mostrano sempre più un Amedeo Mancini aggressore verbale diventato poi aggredito fisico e infine ‘pugile’ mortale, il caso Emmanuel vive una nuova pagina. “Le porte della Comunità di Capodarco sono aperte e tutti e quindi anche ad Amedeo Mancini”. Don Vinicio Albanesi lo ha detto dal palco della manifestazione che ha coinvolto duemila persone in piazza del Popolo. Una apertura dopo giorni di parole cariche di rabbia da parte del monsignore che ha tenuto una posizione molto diversa da quella dell’arcivescovo Conti, più propenso ad abbassare i toni e a cercare la conciliazione. ;'idea a don Vinicio è venuta dopo un confronto anche con il sindaoc Paoo Calcinaro, che sta cercando di ricostruire l'immagine di una città ferita.

Il 39enne, che si trova in carcere ad Ascoli Piceno, è indagato per l'omicidio preterintenzionale per la morte del migrante nigeriano Chidi Nnamdi, colpito da un pugno dopo che aveva reagito agli insulti alla sua compagna. Don Vinicio, che aveva annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile, potrebbe andare anche a trovare Amedeo Mancini nel carcere di Marino del Tronto. “E se me lo chiederanno potrei accoglierlo in una della varie realtà che fanno capo a Capodarco”.

@raffaelevitali 

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