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Chinyere, primi pezzi di futuro. Mancini le 'dona' i suoi averi. Borsa di studio dalla Carlo Urbani Onlus

chinyere

Secondo l’avvocato Francesco De Minicis, “Amedeo che non è un allevatore di tori, ma uno che sta anche lui tra gli ultimi della terra sente la responsabilità morale e per questo ha offerto alla vedova tutto quello che ha”.

FERMO – Chinyere ha perso suo marito, Emmanuel Chidi Nnamdi, un dolore insuperabile, “che ancora neppure forse ha ben compreso” sottolineano suor Rita e don Vinicio Albanesi. Ma ora sta trovando il suo futuro.

Il primo ‘dono’ arriva da Amedeo Mancini, il 39enne che ha ucciso suo marito a cui oggi il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato. Secondo l’avvocato Francesco De Minicis, “Amedeo che non è un allevatore di tori, ma uno che sta anche lui tra gli ultimi della terra sente la responsabilità morale e per questo ha offerto alla vedova tutto quello che ha”. Ovvero, un terzo di casa colonica e un pezzetto di terra. Un dono nato dalla consapevolezza di avere provocato con gli insulti razzisti la coppia, prima di difendersi. Come hanno confermato anche i testimoni, quattro donne, sentite dagli inquirenti.

Non solo, perché è arrivata, dopo l’impegno dell’Università Politecnica, un’altra importante promessa per permettere a Chinyere di diventare medico. L'Associazione Italiana Carlo Urbani Onlus, intitolata al medico infettivologo marchigiano scopritore della Sars, è pronta a “contribuire al finanziamento per una borsa di studio a favore di Chinyere. L'Aicu - spiega il presidente dell'Associazione, Emilio Amadio - sarà vicina alla vedova di Emmanuel insieme agli altri partner, come le Università di Ancona e di Perugia, e a don Vinicio Albanesi, fondatore della Comunità di Capodarco di Fermo che ha accolto la coppia”. Del resto “tra gli assi fondamentali che contraddistinguono l'operatività dell'Aicu, quello della formazione del personale sanitario riveste una particolare importanza e siamo pienamente disponibili e onorati di contribuire, per quanto nei mostri mezzi, al raggiungimento del sogno della vedova”. L’apertura di Mancini trova il plauso di don Vinicio: “Tutti gli atti di buona volontà vanno sempre accolti, affinché ci sia la pace di tutti”. 

Raffaele Vitali

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