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"No al razzismo". Tutti in piazza per difendere i valori. Nel pomeriggio consiglio comunale aperto per ascoltare i profughi

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Non danno problemi gli immigrati, ma vederli a zonzo disturba: “Don Vinicio lo ha detto al ministro dell’Interno, impensabile aspettare tanto tempo per regolarizzarli. E allora troviamo un sistema intermedio per renderli attivi”.

FERMO – “’No al razzismo’. Una iniziativa che “sarà immensa”. Almeno secondo le prime adesioni, con 70 associazioni già coinvolte. A dirlo è Maurizio Di Cosmo, segretario Cgil, tra i promotori della manifestazione, condotta da Claudia Koll (nella foto con suor Rita) assieme agli altri sindacati, a cui si sono subito aggiunte altre associazioni, come Coop Alleanza 3.0, lo Spraar, l’Anpi, la Comunità di Capodarco. “Noi siamo vicini a don Vinicio, per il livello de dibattito sorto su questo accaduto, che oltre a un morto sta danneggiando anche tutta la comunità. Che invece è solidale, democratica e vogliosa di legalità. Noi – ribadisce – manifestiamo perché c’è stata una aggressione verbale, e poi finisca, figlia di eventi: le bombe, l’incendio di barche, di chalet. La comunità deve fermarsi e dare una risposta”.

Si manifesta quindi per la legalità, per i valori: “E che le Istituzioni fossero presenti al funerale è stato importante. Grave sarebbe stato il contrario”. Il problema di ‘neo razzismo’ esiste e allora è bene schiacciarlo subito”. Coop Alleanza 3.0, che ha fuso coop Adriatica con la Coop Estense e di Modena, porta la voce di migliaia di persone: “Andiamo oltre a quello successo a Fermo, manifestiamo per la dignità della persona. Il presidente della coop Turrini ha detto sì senza esitare. I nostri valori, oltre al core business, è il rispetto della persona in tutti i suoi livelli”. Hanno chiesto di aderire artisti da tutta Italia, proprio per la nomea di Capodarco. Contributi video per Silvestri, Marlene Kuntz e non solo: “Tutti parlano di educare i bambini, per potare la società verso un livello di adesione e condivisione superiore”. Chi ci sarà è Moni Ovadia e così l’Anpi: “Fermo non è una città fascista e non è sostanzialmente razzista. Ma è una città impaurita e scossa da fenomeni più grandi di lei. Una piccola città al centro di problemi di crisi economica, che forse abbiamo sottovalutato”. Alfonso Cifani, Cisl, ribadisce il senso: “Contro ogni violenza e contro ogni violazione di libertà. Ma vuole anche essere un monito a fare di più per l’integrazione”. Fermo vuole dire che non è razzista, ma forse è indifferente? “Nessuna città è razzista. È stupido dirlo. Ma mi preoccupa che tutte possono diventarlo, se si sottovalutano fenomeni come questo” ribadisce Peppino Buondonno che chiede “vicinanza e solidarietà dei concittadini a don Vinicio e alle suore. Loro educano non con le chiacchiere, ma con i fatti quotidiani, cercando la soluzione dei problemi”. Agire è il modo per evitare “che questi fenomeni vengano fermati, visto che sono destinati a crescere”.

Fulimeni con la cooperativa Res e lo Spraar è chi i profughi li gestisce: “Siamo in piena battaglia di civiltà per il riconoscimento dei diritti. Bisogna partire dalla verità, dalla sostanza dell’accaduto: una aggressione razzista. Siamo in un territorio che ha subito invasioni xenofobe. Tanti episodi di intolleranza non adeguatamente contrastati. Da qui dobbiamo ripartire. Se da una parte l paura, base dell’intolleranza e ostilità, cresce, dall’altra noi non dobbiamo rinchiuderci, non nasconderci e affrontare le ferite subite dal territorio. Dobbiamo prenderne atto e ripartire dal palco di domani”. La paura degli organizzatori e che presto tutto cada nell’oblio, come la vicenda dei muratori kosovari.

E sul palco ci sarà don Vinicio: “La Comunità di Capodarco, 50 anni fa, è nata a Fermo con il contributo dell’Istituto tecnico industriale. E ogni tanto arriva un settantenne che ricorda il suo lavoro. Una città che ha creduto a qualcosa che allora non era scontato. Parlo e lotto perché non volevo che si parlasse di rissa. Le notizie sono cresciute e non è stato facile controllarle. Il mio impegno è stato interpretato dalla città come disegno costruito: io non ho costruito nulla. Di certo ho costruito il fatto che nessuno ha il diritto di offendere gratuitamente una persona. E a questo ci tengo e non mollo. Non mi addentro nelle verità processuali, nei box degli avvocati. Io dico: le persone vanno rispettate. E posso dirlo perché ho 40anni di storia che i autorizzano a dirlo”.

Don Vinicio parla di “frustrazione” che ha colpito i fermani Mancanza di risorse, di lavoro, di prospettive. Per cui tende a far valere i diritti attraverso l’arroganza, la violenza, più che fisica è verbale. Non posso dare retta alla folla. Noi dobbiamo riaffermare che la dignità di tutti va rispettata”.

La Fondazione Caritas in veritate aiuta chi è in difficoltà: "Noi cerchiamo di migliorare le cose, i problemi li affrontiamo. Per questo cerco di tornare all’orizzonte positivo, riattivando risorse che plachino le persone. Il mormorio nasce da oggettive facoltà che le famiglie vivono. Non possiamo fermarci, del resto, come diceva Virgilio, l’albero che sta sul colle prende vento”.

Chiude il sindaco Paolo Calcinaro: “Ho una sensazione positiva. Dopo tanto vento, ci ritroviamo noi che con questa città ci viviamo quotidianamente. E lo facciamo per ribadire la gravità di quanto accaduto e per non nascondere che il rischio c’è. Quello che è successo a Fermo può succedere ovunque: da noi deve partire un monito per l’Italia. C’è gente che pesca nel torbido e c’è il qualunquismo. C’è quel terribile ‘non sono razzista, ma…’ che io rifuggo”. La soluzione per fermare l’ascesa dell’indicibile è lavorare sulle nuove generazioni: “Non posso regalare il futuro del territorio al qualunquismo. A Fermo abbiamo due patrimoni: uno sono le scuole, l’altro sono le associazioni e comunità che portano avanti la politica dell’accoglienza e della solidarietà. Facciamo capire che le storie di chi arriva ha un volto, occhi e cicatrici. Magari parliamo di ragazzi un paio di anni più grandi dei nostri studenti, che ascoltano la stessa musica rap. Non credo nelle assemblee aperte, credo nel coinvolgere i giovani”.

Non danno problemi gli immigrati, ma vederli a zonzo disturba: “Don Vinicio lo ha detto al ministro dell’Interno, impensabile aspettare tanto tempo per regolarizzarli. E allora troviamo un sistema intermedio per renderli attivi” ribadisce Calcinaro. Tutti sul palco, quindi, dalle 21, e tutti in aula consiliare dal pomeriggio: “Alle 15 approveremo un documento congiunto e ascolteremo alcuni dei ragazzi ospiti al seminario. Poi alle 17 ci sarà una iniziativa congiunta Regione, Provincia, Comune con interventi aperti e figure istituzionali che parleranno”.

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