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Emamnuel, funerale oggi alle 18. Reazioni e commenti non si fermano: "Il razzismo cova tra di noi, eliminiamolo"

manifesti emmanuel

Quanto è avvenuto è sicuramente un campanello d'allarme. La reazione di quanti a livello nazionale, non da oggi, vogliono rispondere con il razzismo al complesso e doloroso fenomeno dell'immigrazione forse incomincia a produrre frutti pericolosi anche nella nostra città e nel Fermano.

FERMO - E’ il giorno dei funerali. Alle 18 l’arcivescovo Conti assieme a monsignor Vinicio Albanesi celebrerà nel Duomo di Fermo le esequi di Emmanuel davanti alla presidente Boldrini e al minsitro Boschi, il nigeriano ucciso da Amedeo Mancini. Un insulto razzista, la reazione, la colluttazione, “il pestaggio” secondo don Vinicio”, il pugno, la caduta, l’emorragia interna e la morte. Dinamica complessa che la Procura, anche grazie ai risultati dell’autopsia, sta cercando di ricostruire. Inanto, si susseguono gli interventi.

MASSIMO ROSSI, CONSIGLIERE COMUNALE FERMO

Sarebbe grave se l’esito dell’uccisione di un essere umano richiedente asilo nella nostra città fosse l’attuale discussione intorno alla meccanica degli avvenimenti o la retorica riprovazione di quanto accaduto, scevra di una qualsiasi analisi dei presupposti e degli impegni che ognuno di noi si deve assumere.

Innanzitutto, mettiamo al bando l’ipocrisia. Quindi, ammettiamolo: se lungo le strade di Fermo qualcuno ritiene di potersi rivolgere impunemente ad una persona diversa da se con l’epiteto di “scimmia africana” è perché sa di interpretare, nel modo più esplicito ed estremo, il sentire di una parte della comunità.  Ha la sensazione di poter essere il portavoce di un’avversione, di un senso di ripulsa, comunque, presente in città e in ogni città, perché quanto successo a Fermo, purtroppo, sarebbe potuto avvenire - come è già peraltro avvenuto - in un qualsiasi luogo del nostro continente europeo; una volta culla di civiltà, ora in preda ad una inquietante deriva xenofoba e razzista.

Non è per “buttarla in politica” o in sociologia, ma è innegabile che questa disumanità prosperi nell’ignoranza, nell’assoluta inconsapevolezza sullo stato del mondo, che è alla base delle migrazioni di massa.  Una barbarie alimentata da un’informazione ed una politica “sciacalla”, che lucrano squallidamente sulle paure e sui peggiori sentimenti degli essere umani. Allora smettiamola di respingere sdegnati le accuse di razzismo e di xenofobia ed affrontiamo fino in fondo le contraddizioni presenti nella nostra comunità.

Partiamo da questo “brusco risveglio” facciamo di Fermo, già storicamente culla internazionale di solidarietà e riscatto di diritti negati  – si pensi alla Comunità di Capodarco e – un laboratorio di un mondo migliore, consapevole, e pertanto accogliente, solidale, cooperativo. Isoliamo qualsiasi manifestazione di xenofobie e di razzismo, in qualsiasi forma si esprima. Facciamolo tutti insieme.

Intanto, manifestiamone con fermezza la volontà con la presenza in Piazza del Popolo martedì sera alle 21. Non dovrà essere un appuntamento tra sigle politiche e sociali ma una grande ed indispensabile testimonianza individuale e collettiva di responsabilità della Fermo civile.  Di tantissime cittadine e cittadini che, in momenti come questo, sentono che non si può delegare a nessuno il proprio desiderio attivo di civiltà.

PD PROVINCIA DI FERMO

L'uccisione di Emmanuel Chidi Namdi ci ha profondamente addolorato, come credo abbia addolorato tutti i fermani e i cittadini di questo territorio, che ha sempre tratto la sua voglia di vivere nei valori di fondo della solidarietà. La storia del Fermano ci dice che esso è il luogo dell'accoglienza, qui hanno trovato rifugio profughi, ebrei e prigionieri di guerra, con la popolazione locale che ha offerto loro sempre un sostegno gratuito e incondizionato. Ciò che è accaduto oltre a rattristarci ci sembra quasi irreale perchè un episodio di razzismo e di violenta follia come questo non avremo mai potuto immaginare che si verificasse a Fermo. Quanto è avvenuto è sicuramente un campanello d'allarme. La reazione di quanti a livello nazionale, non da oggi, vogliono rispondere con il razzismo al complesso e doloroso fenomeno dell'immigrazione forse incomincia a produrre frutti pericolosi anche nella nostra città e nel Fermano.

Senza entrare nella dinamica dei fatti, a quello penserà la magistratura, occorre elevare il livello culturale della solidarietà e dell'accoglienza; serve un impegno maggiore del mondo politico, delle istituzioni, degli Enti e dei rappresentanti dello Stato sul territorio, ma anche della società civile e le numerose associazioni culturali e umanitarie che da sempre animano il Fermano. Non può più accadere che un rifugiato politico, sfuggito nel suo paese alla violenza terroristica di Boko Haram, possa trovare la morte nella città che avrebbe dovuto proteggerlo e che aveva tutte le condizioni, la storia e le tradizioni per farlo. Proponiamo quindi una riflessione collettiva sia attraverso un Consiglio Comunale aperto, dove anche i cittadini possano dare un loro contributo per proporre percorsi che creino gli anticorpi ideali contro il razzismo, sia con attraverso manifestazioni come quella di amrtedì che portii piazza lo sdegno e la ferma condanna di tutto il territorio. E' un momento nel quale serve la sensibilità degli attori sociali, politici ed economici di tutto il territorio. Questo non solo per commemorare la vittima di questo triste episodio, ma per elevare il livello di civiltà e la qualità della vita della nostra comunità che lo merita profondamente e ha sempre dimostrato che i valori più importanti sono quelli che vengono da lontano e cioè il rispetto della persona, i diritti umani, la solidarietà e l'accoglienza. Alimentare questi valori significa creare i presupposti per un futuro migliore.

DAVID SASSOLI, EUROPARLAMENTARE

“È tempo di esprimere con grande fermezza i valori fondamentali della convivenza e stroncare tutte le forme di razzismo e xenofobia”.

DAVIDE DITOMMASO, FORZA NUOVA

“Dopo la tragedia alcuni politici di alto rango si sono prontamente mossi per difendere la causa immigrazionista senza per altro curarsi di scomodi dettagli che stanno sopraggiungendo dalle autopsie e dalle testimonianze dei passanti. Tra questi politici vi è in prima linea Laura Boldrini, che domani parteciperà al funerale del nigeriano. La sua è una presenza fuori luogo, un vergognoso atto di sciacallaggio politico sopra una tragedia, esclusivamente volto a ribadire le solite storie di vittimismo, di xenofobia e sessismo, del 'povero immigratò fuggito dalle guerre aggredito dall’odio razzista. Ora tale discorso in realtà potrebbe rilevarsi errato: l'immigrato per primo avrebbe aggredito e l'italiano si sarebbe solamente difeso legittimamente”.

CENTRO CULTURALE SAN ROCCO

Emmanuel significa Dio con noi. Per chi vive un esperienza di fede cristiana questo nome non può passare indifferente. Biblicamente Dio è dalla parte delle vittime, anzi Dio è la vittima, ed Emmanuel è la vittima di questa storia, indipendentemente dalla dinamica che lo ha portato alla morte. È vittima in tutto il tragitto della sua breve vita, dalla sofferenza per la perdita di una giovane figlia alla precarietà della fuga, dalle violenze fisiche subite in Libia fino alla necessità di dover usare le mani per difendere i propri cari. Emmanuel è il Dio con noi anche per quelli che non credono, per quelli però che danno un senso alla vita nel ridare dignità a coloro che, per vari motivi, l'hanno persa o non l'hanno mai avuta. Le vittime provocano la coscienza di tutti, anche di chi carnefice non lo è direttamente. Le vittime in questa storia, però, sono anche altre. Sicuramente la moglie Chinyary che continua a perdere i propri cari per forme di violenza troppo grandi per farsene una ragione. Ma anche l’assassino è più vittima che carnefice. A prescindere dalle implicazioni penali o dalle dinamiche dello scontro mortale, resta la manifestazione dell'ignoranza, l'incapacità di ragionare fuori dalle logiche semplici del bianco/nero, dell'amico/nemico, del noi/voi, della fermana/sambenedettese. Logiche che chiamano in causa chi avrebbe dovuto insegnare le sfumature di grigio e non lo ha fatto, di chi avrebbe dovuto praticare il dialogo invece della violenza verbale e non lo ha fatto, di chi avrebbe dovuto dare fiducia invece di infondere sospetto e non lo ha fatto.

La morte di Emmanuel Chidi Namidi resterà per la città di Fermo una ferità aperta. Una città, che, accanto a tanti esempi di generosità, nei confronti della comunità di migranti accolti nel nostro Seminario ha spesso manifestato un misto di indifferenza e di aperta e diffusa ostilità. Quando i clamori della cronaca cesseranno, la morte di Emmanuel resterà una ferità aperta, e possiamo solo sperare che non ci si affretti a rimuoverla, ma la si guardi in profondità, iniziando a porsi questa domanda: com'è stato possibile che un uomo scappato dalla persecuzione contro i cristiani condotta da Boko Haram sia stato ammazzato in una terra di cristiani?

FRANCESCO VERDUCCI, SENATORE PD

https://youtu.be/FbF17-X9vzI

SAURO LONGHI, RETTORE UNIVPM

Lutto cittadino a Fermo martedì prossimo 12 luglio in ricordo di Emmanuel Chidi Namdi, il migrante ucciso per aver difeso la moglie da insulti razzisti. Tra le diverse iniziative martedì ci sarà una manifestazione con un concerto alle 21,00 organizzata dai sindacati confederali, con l'adesione delle istituzioni locali e tante associazioni, in piazza del Popolo.  Anche l'Università Politecnica delle Marche aderisce alla manifestazione contro la violenza e il razzismo e per la solidarietà, l'accoglienza e la legalità.

"La conoscenza cancella frontiere, abbatte barricate, crea condivisioni e valorizza le differenze culturali" - scrive il Rettore Sauro Longhi motivando l'adesione alla manifestazione. "Credere nella centralità della conoscenza è credere in un futuro di libertà e confronto. Questo è il futuro che cerchiamo di proporre ai nostri studenti".

L'Università Politecnica delle Marche, con il contributo degli studenti, da due anni ha predisposto borse di studio a favore di studenti stranieri in situazioni di disagio economico, provenienti da paesi particolarmente poveri ed in via di sviluppo.  Inoltre ha aderito al progetto una laurea per una laurea promosso dalla Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus per garantire il diritto allo studio universitario a giovani donne in Africa.

Obiettivo dell'iniziativa è sensibilizzare i neo-laureati dell'ateneo, le loro famiglie e i loro amici a fare donazioni di qualsiasi entità per istituire borse di studio universitarie per sostenere la formazione superiore delle donne in Africa.

GIORGIO RACCICHINI, PDCI MARCHE

Il ?PCI aderisce alla manifestazione contro il razzismo indetta unitariamente dai sindacati confederali ?CGIL, CISL, UIL in Piazza del Popolo a Fermo il prossimo martedì 12 luglio alle ore 21. Ci saremo, per dire NO al razzismo ed al neofascismo.

Tutte le organizzazioni politiche e sociali democratiche, tutte le cittadine ed i cittadini di buon senso, devono stringersi alla comunità marchigiana, ai migranti ospiti nel nostro Paese, alla parte sana e maggioritaria dell'Italia duramente colpita dall'evento tragico accaduto a Fermo: l'assassinio del nostro fratello ?Emmanuel, per mano di un esaltato deviato dall'ideologia neofascista e dalla propaganda di intolleranza razziale.

Un assassinio abietto di natura politica ed ideologica deviata e deviante, che va chiamato con il suo nome e ne vanno combattute con fermezza le cause e le inaccettabili giustificazioni. E' criminale chi, con azioni e parole violente, discrimina un altro essere umano per il colore della pelle, per la sua fede religiosa e per i suoi orientamenti sessuali. E' ancora più orribile che questo avvenga ai danni di chi scappa dalla miseria e dalla violenza, pensando di trovare protezione e sostegno in una comunità democratica, solidale ed accogliente, come dovrebbe essere la nostra. Non è così, è evidente, per questo non possiamo rinunciare a lottare!

E' inaccettabile che vi siano donne e uomini che scarichino le loro paure e frustrazioni, causate da un sistema politico, economico e sociale ingiusto, su altre donne e uomini più poveri e sfruttati, provocando una guerra sociale ad uso e consumo delle stesse élite di sfruttatori ed affamatori. L'immigrazione di massa, un evento di proporzioni drammatiche che non deve essere sottovalutato, frainteso e liquidato con posizioni ideologiche "umanitaristiche", è un fenomeno provocato dalla depredazione imperialista e dalla destabilizzazione politica armata dei paesi africani, dal sostegno al fondamentalismo terrorista, condotta da un'area geopolitica nord-occidentale (?‎USA, ?Regno Unito e ?‎UE), governatala dal potere del capitale finanziario multinazionale. Solo la solidarietà e l'unione dei popoli oppressi, solo la fratellanza tra tutte le donne e tutti gli uomini, tutti diversi e tutti uguali, solo la ?‎rivoluzione contro i veri nemici dell'umanità, in primis a "casa nostra", può fermare la guerra, promuovere la pace e realizzare per tutti ed ognuno di noi la giustizia sociale!

ASSOCIAZIONE EX ALLIEVI ITI MONTANI

’Associazione ex allievi dell’Istituto Tecnico Industriale Montani, dopo il grave fatto che ha visto la città di Fermo al centro delle cronache nazionali, ritiene giusto riaffermare la condanna di ogni forma di violenza e di razzismo, inoltre, di ricordare che l’eventuale dissenso al fenomeno migratorio non può mai superare i limiti del lecito e che il valore della vita è in assoluto il bene supremo da tutelare. L’Associazione è vicina ai familiari della vittima e ai familiari di chi ha compiuto l’insano gesto, anch’essi incolpevoli vittime. Ritiene l’accaduto un fatto che non qualifica la città, sempre prima nell’affermare la supremazia dei valori dell’accoglienza e dell’integrazione. Ritiene inoltre che la mano di chi ha maldestramente compiuto la violenza è sicuramente andata oltre la sua volontà.

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