Don Vinicio attacca e non ritratta: "Emmanuel massacrato di botte. Si è ribellato alla violenza verso sua moglie"

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“Il problema è proprio questo. Il clima caratteristico della nostra provincia, e non solo, che è connivente con 'i propri’, anche quando sbagliano. Tutti pronti a scagliarsi contro un tossico, un delinquente, uno che ruba una bicicletta se è 'altro’ da noi; misericordiosi se a sbagliare è uno dei nostri”.

FERMO – Non ritratta quanto detto, anche ora che gli esami autoptici sembrano smentirlo. Anzi, don Vinicio Albanesi aumenta il carico: “Se qualcuno passeggia per strada con la moglie e uno dice alla donna 'puttana’ che succede? Le parole hanno un peso. Per una nera, 'scimmia’ vuol dire esattamente puttana: 'non sei nessuno, sei un animale, una bestia. Emmanuel si è ribellato, ma l'aggressore non sopportava che potesse farlo, e l'ha ammazzato. Questa è la verità, e sulla verità io non medio”.

La morte di Emmanuel Chidi Namdi, il profugo nigeriano di 36 anni ospite del seminario vescovile con la moglie Chiniery, l’ha segnato. “Erano innocenti e innamoratissimi. Conoscevano le regole per poter stare in Italia, sapevano che se avessero sgarrato anche in una cosa piccolissima, infastidito qualcuno, non avrebbero potuto rimanere” ribadisce, Ha incassato molti attestati di stima, ma non sottovaluta le non poche reazioni infastidite, di chi pensa che in fondo Mancini si sia soltanto difeso dalla rabbia del nigeriano.

“Il problema è proprio questo. Il clima caratteristico della nostra provincia, e non solo, che è connivente con 'i propri’, anche quando sbagliano. Tutti pronti a scagliarsi contro un tossico, un delinquente, uno che ruba una bicicletta se è 'altro’ da noi; misericordiosi se a sbagliare è uno dei nostri”. Cofondatore della Comunità di Capodarco, don Vinicio è preoccupato: “Lotto da 40 anni contro ogni forma di stigma. Prima contro i disabili, gli sbandati, i malati psichiatrici, oggi contro i migranti”.

Infine, parla della morte, della modalità: “E’ stato massacrato di botte. L'emorragia interna è stata provocata da un pugno che gli ha fratturato la mascella. E non aveva un 'ematoma’ alla gamba, ma la rottura dei legamenti”. Altro che legittima difesa, secondo il monsignore di Fermo: “Non è stato accettato che pretendesse rispetto per la sua compagna e per se stesso. Se gridare 'scimmia’ a una donna, 'nero di m...' a un maschio è la nostra civiltà, io non posso stare zitto”.

Raffaele Vitali