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Gli stranieri sono sempre più italiani: non fanno figli. Al Murri meno parti, ma mamme sempre più sicure

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Tre nuovi ambulatori guidati dai primari Scartozzi e Pieragostini. 

FERMO – Meno nascite, ma sempre più sicure. Bisogna guardare al bicchiere mezzo pieno quando si parla di natalità a Fermo dove partono nuovi servizi per il reparto materno e infantile dell’ospedale Murri. “Parliamo di servizi ambulatoriali dedicati alla gestione della gravidanza a basso rischio, per la salute pelvica, puerperio e allettamento”. Luisa Pieragostini e Alberto Scartozzi sono i due primari interessati. “Servizi che riducono le distanze con i cittadini, che si aprono alla cultura multietnica. Abbiamo una importante rappresentanza di donne extracomunitarie che accedono i servizi” aggiunge Licio Livini, direttore Area Vasta 4, che sa di dover migliorare altri aspetti del dipartimento, partendo però da una buona base. “È un riferimento per tutto il territorio, che significa anche relazioni sociali, famiglia, ambiente: la presa in carico deve essere di tutto il soggetto e non solo della malattia”.

Il problema è che i nati sono pochi. Il calo, rispetto all’anno scorso sarà almeno del 5%, in linea con quello regionale. “Nel 2018 erano state 860 le nascite, a oggi siamo a circa 600. Purtroppo – ribadisce Scartozzi - gli stranieri si stanno italianizzando, non fanno figli. Anche loro chiedono chiusura delle tube e interruzioni di gravidanza, passaggi un tempo impensabili anche per motivi religiosi. Anche questa però è integrazione”.

Tornando ai tre nuovi ambulatori che guardano molto alla persona, oltre che all’aspetto clinico (info 0734.6252131), nel dettaglio entrano i primari. La dottoressa Pieragostini segue in prima persona quello sull’allattamento al seno: “Significa continuare il rapporto con il bambino e la mamma dopo la fase del grembo. Ed è il momento in cui diventa protagonista il padre. Il dottor Scartozzi e il personale erano già pronti, ma bisogna seguire ancora meglio la mamma. Da qui la decisione di creare uno specifico spazio in tutti i punti territoriali. Nell’ospedale, invece, ostetriche e infermiere di nido e patologia natale si adoperano per preparare le mamme”. Tra l’altro ottobre è proprio il mese di sensibilizzazione dell’allattamento al seno. Un anno fa flash mob, “a Reggio Calabria (dove la dottoressa operava, ndr) abbiamo ballato tra gli stand”, quest’anno l’apertura di un punto per l’allattamento: “Lo faremo dentro la pediatria, grazie al supporto di più figure. Tutte le mamme che verranno potranno accedere al secondo piano e utilizzare il punto che sarà pronto entro la fine di ottobre: ci saranno fasciatoio, poltrona e cuscini”. Non si ferma qui la Agostini: “Vogliamo diventare un ospedale amico del bambino secondo il programma Unicef”.

Prima del latte ci sono i due ambulatori del dottor Scartozzi: “Per fortuna la gravidanza non è una malattia, per cui serve attenzione per farla essere più serena possibile. Ci sarà quello sulla gravidanza a basso rischio che darà risalto all’aspetto olistico. Si parte dal consultorio, con prima visita. Se sarà considerata a basso rischio, la donna verrà affidata alla cura dell’ostetrica, altrimenti entrerà in azione il medico” riprende Scartozzi.

Secondo servizio è l’ambulatorio per la salute pelvica: Il perineo è soggetto a cambiamenti, per cui tenere sotto controllo il pavimento pelvico aiuta a partorire meglio e a ridurre i danni da stress. "Educazione e rieducazione del pavimento pelvico sono l’obiettivo”. Tornando all’allattamento le donne verranno seguite anche per quanto riguarda l’aspetto psicologico e nozioni. Non solo in ospedale, ma anche nei punti dei consultori: “Per le donne pronto un vademecum, dopo dieci anni di lavoro”. Basta chiamare il reparto e prenotarsi o andare nei punti territoriali, sono otto in totale: in ogni punto c’è una ostetrica.

@raffaelevitali

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