Arresto cardiaco, pochi minuti per agire: 560 persone pronte a usare i defibrillatori

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La cosa più importante resta la cultura della prevenzione: “Stiamo superando la paura di toccare un soggetto colpito da infarto".

 

FERMO – Una piazza piena di giovani, volto di quella vita che il Rotary difende con un dono importante: tre defibrillatori che saranno posizionati nella sede dell’Università, in Comune e il terzo da decidere, spetterà all’Amministrazione trovare il posto giusto. Servono? “Sono mille i marchigiani colpiti ogni anno da arresto cardiaco, l’80% è dovuto ad aritmie che un defibrillatore riconosce. Tutti i cittaidni italiani possono essere preparati all’uso del defibrillatore, unico sistema per salvare molte vite umane” precisa Adoriano Santarelli, direttore del corso di laurea in Infermieristica. Ed è proprio per questo che vengono organizzati corsi Blsd. “La morte cerebrale è irreversibile dopo 10 minuti da un infarto, per questo l’intervento di cittadini, prima dell’arrivo dei soccorsi, che avviene entrato 20’, può salvare molte persone”.

Ad ascoltare gli studenti dell’Università e numerosi studenti della Boemia: “Solo nella settimana scorsa a Fermo, grazie al dottor Gabrielli, abbiamo potuto offrire uno screening cardiaco a oltre trecento cittadini fermani. si lavora quindi sulla prevenzione, oltre che sull’educazione” precisa il sindaco Paolo Calcinaro.

“Il Rotary ci dà un segnale importante, di civiltà. Questo dono è un esempio di solidarietà. Ogni persona deve andarne fiera” aggiunge il prefetto Vincenza Filippi. Incassa i complimenti Stefania Scatasta, presidente del Rotary Fermo: “Noi condividiamo progetti con il territorio, far comprendere come i defibrillatori siano fondamentali per salvare persone è importante. Devo dire grazie a Paolo Signore, il nostro associato che si impegna ogni giorno per questo progetto che è entrato anche dentro le scuole superiori”.

Il governatore del Rotary distretto 2090 Basilio Luigi Ciucci non è voluto mancare: “Un progetto che è un fiore all’occhiello per il nostro mondo”. L’Università godrà del dono: “Apprezzate il valore dello studio, della ricerca, dell’assistenza che portiamo avanti. Valori per i nostri studenti e per voi che venite in questa splendida città” riprende Sauro Longhi rivolgendosi agli studenti boemi.

Cifani è il responsabile del 118 e fa le veci anche del direttore dell’Asur Licio Livini: “Il connubio tra privato, associazioni del territorio e sanità è un punto fermo. Grande sensibilità dell’amministrazione comunale che diffonde il messaggio della defibrillazione precoce”. Se c’è un infarto entra in gioco Domenico Gabrielli, primario di Cardiologia: “Fate attenzione agli stili di vita. Non fumate e fate attività. Poi per il resto ci pensa il Rotary con Paolo Signore” aggiunge col sorriso.

E nel merito del progetto entra proprio Signore: “Secondo step di un’attività nata molti anni fa, oltre un decennio, quando si parlava poco di defibrillazione. Nella prima fase abbiamo donato trenta defibrillatori in tutta la provincia a Carabinieri, Municipale, Finanza e a tutte le forze dell’ordine. Ora, il progetto prosegue con la realizzazione di postazioni fisse. Otto si trovano a Porto San Giorgio e oggi partiamo con ‘Fermo città sicura’ all’interno di Una scossa per la vita”.

La cosa più importante resta la cultura della prevenzione: “Stiamo superando la paura di toccare un soggetto colpito da infarto. Questo formando la popolazione, sono 560 le persone che sanno usare il mezzo o che comunque sono capaci di tenere in vita una persona colpita da arresto cardiaco”. A livello di formazione si investe anche sui bambini delle scuole elementari grazie al supporto della Politecnica. “Non ci fermiamo qui, continueremo a chiedere supporto alle amministrazioni” conclude Paolo Signore prima di lasciare spazio alla simulazione di intervento affidata a due giovani formati come Valentina Borraccini, terzo anno di Infermeria che ha raccontato la sua esperienza: “Un anno fa, in un agriturismo, un signore fu colpito da infarto. No avevo nulla adisposizione, tranne la preparazione: ho iniziato tutte le manovre cardiopolmonari in attesa dell’arrivo del 118. Sarebbe davvero opportuno che un defibrillatore fosse presente in ogni luogo con persone”. E questo è l’obiettivo di ‘Una scossa per la vita’.

r.vit.