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Il caso. Il primario di Ortopedia del Murri si rompe, a operarlo arriva un primario da fuori. Livini: nulla di anomalo

murri

Il caso aveva suscitato qualche polemica, perché dava l’idea che l’equipe del Murri non fosse qualificata abbastanza. “Ma non è così" secondo Licio Livini.

FERMO – Cosa accade quando il primario di un reparto si fa male ed è costretto a passare dai ferri a sotto i ferri? Ci sono normalmente due strade: la prima è che venga operato se possibile dalla sua equipe quotidiana; la seconda è che venga spostato e portato in una struttura diversa se necessario. Ma c’è anche una terza in casi particolari, come accaduto al Murri di Fermo: ovvero un altro primario che chiamato, e autorizzato, opera il suo collega nella sua sala operatoria.

“Nulla di straordinario. Rientra nella normale collaborazione tra Aree vaste. In questo caso il primario di Ascoli Piceno, esperto in traumatologia, è venuto a Fermo dopo l’autorizzazione avuta dalla direzione sanitaria” spiega Licio Livini, direttore Asur 4. Il caso aveva suscitato qualche polemica, perché dava l’idea che l’equipe del Murri non fosse qualificata abbastanza. “Ma non è così, la riprova arriva proprio dal fatto che il primario di Ascoli ha operato assistito dal numero due del reparto di Ortopedia del Murri e dal resto della squadra che sta crescendo assieme al nostro primario”.

Una storia che si muove tra l’amicizia, che c’è tra i due dottori, e l’opportunità in quanto al Murri il traumatologo di riferimento è proprio il primario che dal suo arrivo ha un po’ cambiato la caratteristica del reparto, prima concentrato sulla parte protesica. “E in questo campo noi abbiamo uno dei migliori, il dottor Mancini che per anni ha diretto l'unità complessa”. La situazione clinica del primario, la frattura avrebbe potuto anche comportargli dei danni permanenti, però richiedeva una specializzazione particolare in traumatologia, che il primario del Murri ha ricnosciuto al collega di Ascoli Piceno e che con lui starebbe crescendo al Murri.

Cosa accadrebbe si chiedono in tanti se fosse un normale cittadino a subire quel tipo di frattura scomposta e delicata? “Semplice, con la squadra al completo avrebbe la risposta immediata al Murri, vista la specializzaizone dle nostro primario. E in realtà ce l’ha per quasi tutti i casi anche con il primario bloccato. Ma in situazioni particolari, capita che un paziente da Fermo vada al Torrette o dove poter trovare la risposta migliore. E non è da escludere un percorso analogo a quello usato in qquesti giorni, con una consulenza o un intervento in loco se reso necessario dal caso specifico. La collaborazione all’interno dell’Asur Marche è sempre crescente. Tra l’altro, nel caso di cui parliamo, si è scelto di non spostare il primario infortunato anche perché così poteva entrare in azione l’intera squadra, supportata in questo caso da un altro luminare nel campo della traumatologia” conclude Livini.

Raffaele Vitali

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