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Prevenire le truffe e i raggiri, il questore di Fermo incontra i cittadini e dà consigli

poliziacontrollicane

Gli incontri sono partiti a Montegranaro, poi Servigliano, Monte Urano, Magliano di Tenna e Rubbianello.

FERMO - “Tutti possiamo essere vittime di una truffa, nelle modalità più disparate, dal finto avvocato che ci chiede soldi per nostro figlio arrestato, o dal finto esattore delle tasse comunali, o dell’azienda delle forniture del gas o dell’acqua, o telefonicamente, o da sconosciuti che si presentano come amici” sottolinea il questore di Fermo, Luca Soricelli. Conoscere le strategie significa essere preparati, per non farsi distrarre cognitivamente da attori del crimine, i “truff-attori”, come li chiamano gli esperti della Questura di Fermo, che con i loro crimini, spesso non denunciati, portano conseguenze sulle loro vittime che non sono solamente di natura economica, ma investono l’autostima, la relazione sociale, le dinamiche intrafamiliari.

Per aiutare i cittadini a capire, è partita la campagna di informazione e formazione dei cittadini di questa provincia per la prevenzione dei reati predatori, e in particolare delle truffe, promossa dalla questura di Fermo. “Se da un lato è importante garantire la presenza rassicurante delle Forze dell’Ordine nei territori ed intervenire quando viene commesso un reato per poi collaborare con l’autorità giudiziaria, dall’altra è indispensabile e peculiare, per l’autorità di pubblica sicurezza, monitorare gli andamenti della criminalità e quindi promuovere mirate azioni progettuali di prevenzione, sia nell’ambito della visibilità, sia in quella dell’analisi dei fenomeni sociali”.

Gli incontri sono partiti a Montegranaro, poi Servigliano, Monte Urano, Magliano di Tenna e Rubbianello. “Questo percorso, sostenuto dai Sindaci dei territori, permette di raggiungere un elevato numero di cittadini della provincia, ai quali dapprima sono date informazioni esatte e coerenti sulla consistenza dei fenomeni delittuosi, promuovendo la consapevolezza tra idea di sicurezza oggettiva e percepita, e dall’altra sono promosse azioni formative che fanno conoscere le principali strategie usate dai truffatori per raggirare le persone prosegue il questore soddisfatto della fattiva collaborazione “con gli enti locali anche per la progettazione di qualificate forme di sussidiarietà nell’ambito dell’ascolto delle persone colpite dalle truffe, investendo di nuove competenze sociali le associazioni del territorio, in primis i centri sociali”.

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