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Buca in via Bellesi. Alati, Ciip, in azione: 'Domani il geologo, poi i lavori. Sposteremo i tubi'

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E il fatto che sia crollato solo quel punto fa bene sperare: “Non ci sono pericoli sul resto del tratto” ribadisce Alati.

FERMO – Un pozzetto che cede, dopo la bomba d’acqua che ha investito ieri sera a Fermo, e la ruota di un lungo e pesante autoarticolato che ci finisce dentro. Accoppiata letale anche per un lavoro che si credeva ben fatto in via Bellesi, a due passi dal Montani. Un lungo cantiere per rifare le condutture, prima quelle della scuola, poi il raccordo con gli scarichi e il tombino. Il sindaco Paolo Calcinaro ha chiesto subito spiegazioni alla Ciip, che ha eseguito i lavori.

E le spiegazioni sono arrivate in tempo record perché il presidente Pino Alati è salito in auto e da Ascoli Piceno ha raggiunto la sua Fermo. Sopraluogo sul posto, confronto con i vari ingegneri e i tecnici per capire cosa fosse successo e soprattutto per pianificare un intervento di ripristino efficiente. “Il camion è stato rimosso. Poi, ho chiamato il geologo dell’azienda che domani sarà a fermo per studiare bene il terreno ed evitare che ci possano essere altri problemi. Vogliamo capire bene cosa non ha funzionato. Di certo – spiega il presidente che da nove anni guida l’azienda - l’enorme bomba d’acqua ha indebolito la base del pozzetto che era stato completato da poco”.

E il fatto che sia crollato solo quel punto fa bene sperare: “Non ci sono pericoli sul resto del tratto” ribadisce Alati. Che però non si ferma qui. Del resto, a uno che in nove anni ha portato l’azienda dalle difficoltò finanziarie a un bilancio da oltre 60 milioni, collocandola tra le prime venti aziende pubbliche italiane, i rattoppi non piacciono. “Stiamo già valutando lo spostamento di tutta la conduttura, portandola all’esterno, lato collina. Ma questo lo vedremo nei prossimi giorni con geologo e ingegneri”.

Intanto la strada resterà chiusa: “Per forza, dobbiamo monitorare tutto ed escludere ogni anche ipotetico pericolo” prosegue chiedendo di essere chiari: Non ci sono pericoli, il lavoro era stato accompagnato anche da lunghe video ispezioni. Quello che è successo forse è legato a un errore, di certo alla forza della natura. Sta di fatto che non doveva succedere e faremo in modo che non succeda ancora” conclude il presidente che ha appena ottenuto 27milioni di ero dal ministero delle Infrastrutture per rinnovare l’acquedotto del Pescara, la struttura che porta acqua di alta qualità a due province.

Raffaele Vitali

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