08222019Gio
Last updateGio, 22 Ago 2019 4pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners

Inquinamento, i rumori che danneggiano l'orecchio. Dallari: 'Sempre più sordi. Usiamo la tecnologia'

verdalalri

Il primario del Murri: Come prevenire i danni? Si può fare una vita sana, controllare i fattori di rischio, dalla pressione alta al colesterolo, e si può curare. Diffondere la cultura dell’ausilio protesico.

di Raffaele Vitali

FERMO - Seconda faccia dell’inquinamento affrontata dall’Ordine dei Medici guidato dalla dottoressa Anna Maria Calcagni. Dopo quello da pesticidi, con possibili conseguenze per i più piccoli in fase di studio, affrontiamo con l'uomo degli orecchi bionici, il primario di otorinolaringoiatria del Murri di Fermo, Stefano Dallari, il tema dell’inquinamento acustico, come suoni e rumori incidono su vari organi e sul comportamento degli individui. “Ci sono più forme di inquinamento acustico, si parte in casa, poi il lavoro e infine quello che ci procuriamo da soli”.

Intende con l’uso di cuffiette?

“Il problema non sono le cuffie o gli auricolari, ma l’usarli a volumi sbagliati. La soglia di sicurezza è 65 decibel, normalmente sono usati a 80-90. È importante non tenere quel volume per più di un’ora e mezzo al giorno. Non per niente sono allo studio cuffie che invogliano ad abbassare i volumi, perché isolano molto dal rumore esterno. Quello che mi raccomando è di usarle in luoghi sicuri, non in mezzo alla strada”.

Come si può ridurre l’inquinamento acustico?

“Si fa poco per certi versi, ma la tecnologia cerca di trovare dei sistemi che favoriscano il messaggio sonoro principale inibendo il rumore ambientale. Per chi lavora negli uffici si applicano apparecchi che reggono il rumore del corridoio e lo inibiscono potenziando il messaggio principale. Viene liberato il segnale e l’orecchio fatica meno”.

Quali danni provoca l’inquinamento acustico?

“A parte la riduzione dell’udito, è connesso a problemi cardiocircolatori, respiratori e addominali: sono diversi gli organi che possono vedere compromessa la funzione dall’inquinamento acustico”.

Dottor Dallari, è una impressione o siamo tutti un po’ più sordi?

“Indubbiamente, ma è anche perché viviamo di più. La sordità è il risultato di una popolazione anziana. C’è un mix di lavoro e biologia, ricordiamo che dall’età di 40 anni cominciamo a perdere l’udito”.

Si può prevenire?

“Si può fare una vita sana, controllare i fattori di rischio, dalla pressione alta al colesterolo, e si può curare. Diffondere la cultura dell’ausilio protesico, ad esempio, che andrebbe messo quando le persone ci sentono ancora. Altrimenti è come mettere gli occhiali quando mancano 5 gradi e non quando ne mancava solo uno”.

Gli apparecchi acustici però spaventano, perché?

“Non sono più così invasivi, ormai sono grandi due centimetri e hanno tubini trasparenti e non hanno tappi occludenti. E poi, se ci pensiamo, sono stati sdoganati dai vari sistemi Bluetooth. Qualcosa di attaccato all’orecchio rende un uomo tecnologico, un Rambo”.

Però costano, che supporto dà la sanità pubblica?

“Poco, è difficile per la sanità intervenire in questo campo. Noi interveniamo consigliando la scelta e garantendo un rimborso parziale. La politica della protesi precoce non è favorita. Quindi l’entità del fenomeno è sottostimata e la correzione, nella sua entità, ancora di più. si è nelle mani delle industrie private, il pubblico interviene sol di fronte al grave danno”.

2. Segue

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Pettinari: la mafia si combatte con piccoli gesti

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.