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Pro e contro del cashback, il sistema del più spendi più guadagni. I legali Capitani e Ventola: 'Studiate i contratti'

capitaniventola

Chi non coglierebbe la speranza di avere la possibilità di guadagnare? Da qui l’eccesso di fiducia creato da telefonate, incontri, mail e un mondo pieno di brillantini che scorre davanti agli occhi” sottolinea l’avvocato Francesco Capitani.

 

di Raffaele Vitali

FERMO – Sembrerebbe l’uovo di colombo: spendi dei soldi e in contemporanea ne riguadagni. È il mondo del cashback, quello dove spendi un euro e un centesimo o più ti viene caricato su una tessera. È sempre più parte della vita quotidiana. Lo si trova in un palazzetto dello sport, lo trovi nei centri benessere, ovunque ci sia la volontà di creare una comunità, una rete di persone fidelizzate a un sistema di spesa e servizi.

“L’impressione che si è ha è quella di una nuova fonte di guadagno. Chi non coglierebbe la speranza di avere la possibilità di guadagnare? Da qui l’eccesso di fiducia creato da telefonate, incontri, mail e un mondo pieno di brillantini che scorre davanti agli occhi” sottolinea l’avvocato Francesco Capitani. Insieme al collega di studio Filippo Ventola, l’avvocato fermano è in prima linea nello studio e nella battaglia all’abuso di questo sistema che ha ormai coinvolto oltre mezzo milione di italiani. Il problema, secondo Capitani, non è nel sistema in sé, ma nell’uso che poi se ne fa per trarre vantaggi. “Si parte dal passa parola, usando messaggi convincenti: guadagno facile senza fare nulla. Ci sono aziende associate e tramite percentuali a loro ritorna una somma su un conto corrente. È un sistema che si aggrappa ai consumi. Diciamo che non propongono qualcosa di loro.  Per questo l’Agcm (autorità garante per la concorrenza e il mercato) ha sanzionato con oltre tre milioni di euro una delle società principali del sistema cash back contestando la piramidalità della struttura sociale e l’assenza di trasparenza nelle informazioni a vecchi e nuovi soci da reclutare” prosegue il legale che si è occupato del caso anche per la rivista legale dirittoegiustizia.it.  dirittoegiustizia.it.  

Il limite che non si deve valicare, per restare nel mondo piacevole del cashback è quello delle firme. “Non firmate mai nulla senza aver verificato ogni passaggio e aver magari chiesto una consulenza. Ci sono casi in cui clienti-soci hanno versato fino a 2400 euro perché entrati in un rapporto obbligazionario senza neppure essersene resi conto e da cui diventava difficile uscire” aggiunge. Questo perché quando il sistema cresce, emerge in tutta la sua forza che per la società sanzionata “era legato, anche secondo l’Authority, a una struttura di vendita in cui l’incentivo economico primario si fonda sul reclutamento di nuovi consumatori/soci anziché sulla capacità di vendita dei prodotti di beni e servizi, il vero cashback”.

Di fronte a un sistema che coinvolge sempre più persone, l’avvocato fermano consiglia attenzione. Perché un conto è la tessera che crea una rete commerciale tra aziende, un circuito positivo dove a fronte di spese normali si avrà un ritorno su una paypal o tramite bonifico, un altro è l’ingresso nel sistema societario, che va fatto dopo aver studiato ogni dettaglio. “Tenete presente – conclude l’avvocato – che ci sono due livelli di azione: il lato piramidale legato al circuito tra soci che guadagnano con l’ingresso di nuovi clienti e dai corsi di formazione e il lato orizzontale del circuito di spesa, il vero e semplice cashback. Prima di passare dal secondo al primo, valutate ogni dettaglio”. 

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