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Da un'esca di carne a lacci e gabbie: la Polizia Provinciale scopre i bracconieri

FOTO FORESTALE

La scoperta è arrivata quasi per caso ed è frutto dell’occhio vigile dei due poliziotti provinciali, Daniele Armini e Simone Egidi.

FERMO – Bracconieri scoperti e denunciati. Avevano seminato in mezzo bosco pezzi di carne per attirare gli animali selvatici e farli cadere nelle loro trappole. Ne usavano di diversi tipi: i lacci, ovvero cavi in acciaio che bloccano gli animali di passaggio, le esche di carne, probabilmente tossiche, le gabbie.

La scoperta è arrivata quasi per caso ed è frutto dell’occhio vigile dei due poliziotti provinciali, Daniele Armini e Simone Egidi. Durante un normale controllo, volto proprio a evitare fenomeni di bracconaggio, hanno notato per terra i pezzi di carne. È iniziata auna perlustrazione che ha portato alla scoperta di tutto il restante materiale che è stato sequestrato. Non soddisfatti, si sono posizionati in attesa di scoprire chi fossero i bracconieri e li hanno scoperto e così deferiti alla Procura. La carne usata come esca è ora a disposizione dell’istituto zooprofilattico per le analisi, mentre grazie al Nucleo Cinofilo Antiveleno Carabinieri Forestali del Parco Nazionale Monti Sibillini (Brig. Capo Qualifica Speciale Giovanni Bucciarelli, Carabiniere Scelto Manuele Cacciatori, conduttori dei Cani di nome Vida e Malta, di razza pastore belga Malinois e Labrador), l’area è stata completamente bonificata da ogni esca. 

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