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Jacopo morì durante la vacanza al camping. I genitori si oppongono all'archiviazione. 'Vogliamo la verità'

codicesvegliati

Una vicenda che segnò l’estate fermana, scossa da questa morte improvvisa del ragazzo che era in vacanza con la cooperativa romana Nuovi Orizzonti.

di Raffaele Vitali

ALTIDONA – “Vogliamo la verità, fino in fondo. Ci opponiamo all’archiviazione disposta il 19 febbraio dal procuratore Francesca Perlini”. L’avvocato Simona Svegliati del foro di Fermo rappresenta Carlo palombi e Simonetta Raffaelle Mignani, genitori di Jacopo, il 16enne morto il 20 agosto nel camping Garden River di Altidona.

“Jacopo era un ragazzo sereno, dolce ed accogliente che, nonostante i suoi tanti problemi fisici, riusciva sempre e comunque a generare simpatia ed amore in tutti quelli che si avvicinavano a lui guardando oltre alla disabilità, avendo il coraggio di superare le tante barriere che una società gretta ed ancorata al pregiudizio purtroppo instilla in ognuno di noi…”. Così i genitori hanno descritto Jacopo all’avvocatessa Svegliati mentre le chiedevano di seguire il loro caso. “Ho lavorato su questo fascicolo con il codice di procedura penale in mente ed il cuore in mano. La parola ora al Gip, che con la sua decisione potrà disporre di proseguire le indagini e approfondire i fatti, oppure confermare la archiviazione della notizia di reato”.

Una vicenda che segnò l’estate fermana, scossa da questa morte improvvisa del ragazzo che era in vacanza con la cooperativa romana Nuovi Orizzonti. “Il minore, affetto da “tetraparesi spastico distolica, epilessia e ritardo cognitivo grave” da qualche giorno soggiornava ad Altidona. Tutto è successo – spiega l’avvocato – rapidamente. Secondo gli assistenti sanitari che hanno prestato le prime cure, è stato colpito da un malessere alle ore 20:30, sono stati chiamati i soccorsi ma alle 20:50 quando è sopraggiunto l’auto medica e l’ambulanza del 118 e per Jacopo non c’era più nulla da fare”. Il fascicolo in Procura è stato aperto a carico di ignoti. Dopo gli esiti dell’autopsia, il Pm ha chiesto l’archiviazione. “Chiediamo una completa e scrupolosa fase di indagine per acquisire nuovi importanti documenti e testimonianze. Non chiediamo altro che di garantire al di là dell’aspetto giuridico e procedurale una certezza da consegnare ai genitori che hanno appreso con una telefonata della dottoressa del 118 la morte prematura del loro primogenito al quale avevano regalato una vacanza al mare”.

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