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All'Ipsia nascono robonauti spaziali tra Lego e programmazione elettronica (video)

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Una gara mondiale che la Lego sponsorizza insieme con la National Instruments che ha fornito il software che diventa la base di azione di ogni mattoncino.

di Raffaele VItali

FERMO - I robonauti dell’Ipsia non hanno rivali. Gli alunni del secondo anno elettronica hanno simulato un campo base nello spazio, realizzando attraverso i mattoncini lego e una programmazione elettronica minuziosa, piccoli robottini capaci di compiere azioni come il lancio di oggetti, il recupero di materiali, lo spostamento di un montacarichi. Finalmente, dopo cinque anni di partecipazione, salgono sul gradino più alto del podio. Altre volte brillanti secondi posti, ma la vittoria a Firenze, a livello interregionale, ha sempre un sapore speciale anche perché dietro ogni robot c’è un progetto culturale che unisce tecnica a studio, come spiega il professor Roberto Spaccapaniccia che da anni segue i giovani allievi nel percorso di formazione e competizione.

Una gara mondiale che la Lego sponsorizza insieme con la National Instruments che ha fornito il software che diventa la base di azione di ogni mattoncino. Mentre il professore parla e racconta l’esperienza, i dieci alunni che hanno preso parte al progetto fanno muovere i robottini: “È stato molto complicato programmare ogni movimento, perché un piccolo errore, parliamo anche di un centimetro, può far crollare il campo base” aggiunge uno degli alunni. La squadra per questa esperienza ha potuto contare anche su due tutor, ovvero due alunni più grandi che hanno vissuto l’esperienza in passato. Tra di loro anche il mago della Lego dentro l’Ispia: “Qualunque cosa chiedo a Berdini di costruire, partendo da un disegno, lui è in grado di farla. È stata una risorsa importante per i più giovani” aggiunge il professore.

“Per la gara del 2019, in concomitanza con il 50esimao dello sbarco sulla luna, la manifestazione si è chiamata Into Orbit. Come immagine abbiamo scelto i pianeti e Pegaso, il cavallo alato perché non c’è scienza senza base culturale e quindi la storia”. In passato i temi erano stati i più diversi: il primo anno il miglioramento scolastico, il secondo il Trash trek con il recupero di metalli preziosi dalle schede elettroniche, il terzo l’Animal Allies insieme con il Parco dei Sibillini dove studiammo l’andamento demografico dei paesi all’interno del parco, dimostrando che la nascita dell’Ente parco aveva fermato la decrescita. Infine, un anno fa, HidroDynamics, uno studio sull’acqua come bene del mondo da non sprecare e lo abbiamo dimostrato producendo a ciclo chiuso la spirulina”.

Ma è quest’anno, con le quattro missioni spaziali simulate all’interno del campo base che gli alunni dell’Ipsia hanno messo tutti in riga. Peccato solo che le voci finali della competizione siano diverse, per cui pur avendo vinto a livello di robotica non saranno una delle tre squadre che accederà alla fase finale di Rovereto. “Per me – commenta in chiusura la preside Stefania Scatasta ringraziando anche gli sponsor che permettono alla scuola di non fermare la creatività degli alunni – è un motivo di orgoglio. Questo è un progetto interdisciplinare che coinvolge più materie coinvolte: cultura e tecnica. Per gareggiare servono competenze di elettronica, ma poi il docente ha coinvolto altri professori. L’idea interessante e che mi piace sottolineare è quella di far collaborare alunni che hanno partecipato in precedenza rendendoli tutor dei più piccoli”. Una vittoria non basta, bisogna sempre crescere e trasformare una bravura in un motivo di coinvolgimento ulteriore, allargato: “Vorremo coinvolgere le scuole medie, l’uso della Lego attira anche i più piccoli. Creare un percorso formativo con l’elettronica al centro dell’interesse dei futuri alunni. Speriamo da quest’anno di raccontare il progetto e far giocare gli studenti della scuola media con il campo avvicinandoli all'Ipsia”.

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