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Delinquenti e incivili, la fototrappola vi scoprirà: lotta all'abbandono dei rifiuti tra fiumi e strade buie

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giusto punire, provando innanzitutto a fare prevenzione posizionando sul territorio le due fototrappole, a sorpresa.

FERMO – Dal divano incastrato sotto il guardrail ai sacchi con i rifiuti differenziati lasciati per strada, dai calcinacci ai rifiuti dell’operaio che magari il sabato ha fatto un lavoro in nero e ci trovi un pezzo di amianto. Ma ora la pacchia è finita: fototrappole in azione sul territorio provinciale.

Sono due, tecnologicamente avanzate e hanno un compito preciso: scoprire chi abbandona i rifiuti in strada e nelle scarpate. “Noi puntiamo molto sulla difesa dell’ambiente. Questo territorio sa differenziare e mira a raggiungere obiettivi ambientali significativi, la dimostrazione arriva dalla raccolta differenziata con sempre più Comuni coinvolti. Ma c’è chi prova a violare le regole, inquinando e facendo levitare i costi di smaltimento” spiega la presidente Moira Canigola.

E allora è giusto punire, provando innanzitutto a fare prevenzione posizionando sul territorio le due fototrappole, a sorpresa: “Un tema molto sentito, che colpisce le strade provinciali. Numerose le segnalazioni che riceviamo, da qui la decisione di investire in tecnologia a supporto della nostra Polizia Provinciale”.

Ci sono abbandoni a cento metri dai centri di raccolta dei paesi, ma anche in questi casi vince il senso di inciviltà. “Azione repressiva e di controllo” è la nuova strategia dell’ente. Le fototrappole saranno debitamente segnalate e immortaleranno il reo” aggiunge. “A fine 2018 avevamo deciso di adottare questo sistema, perché in alcune zone l’abbandono di rifiuti ha raggiunto livelli insopportabili. Abbiamo grazie ai nostri agenti della Polizia individuato alcuni dei responsabili”.

Due fototrappole moderne che rilevano l’immagine e realizzano anche video. In questo modo avremo maggiore certezza nel rilevare il colpevole. Il materiale arriva in tempo reale al telefono dell’agente della Polizia Provinciale. in questo modo se il fatto è particolarmente grave, la pattuglia, guidata da Stefano Armini, potrà intervenire immediatamente se in zona” prosegue Stefano Pompozzi.

Nessuno saprà dove si troveranno: Ma saranno posizionate a turno in tutte le arterie provinciali. “Saranno operative tra meno di un mese, non appena sarà pronto il regolamento legato alla Privacy. Saremo pronti per controllare la primavera, da sapere il periodo di maggior abbandono”. I due macchinari si abbineranno a pattugliamenti mirati con i carabinieri per controllare al meglio il territorio. “Le fototrappole serviranno anche per il contrasto al bracconaggio. Tanti sindaci ci hanno segnalato l’emergenza in vari territori. All’interno dell’Ata ragioneremo anche con gli amministratori la miglior collocazione delle due fototrappole”.

Il dirigente Fausti è in prima linea: “Le fototrappole possono essere utili anche per atti di vandalismo. Questa macchina manda una mail col fotogramma all’operatore, questa è la vera novità del mezzo comprato. Spesso l’abbandono è fatto su strade poderali, dove non passa nessuno. Questa apparecchiatura è in grado anche in notturna di riprendere veicoli o persone. Questa entra in funzione solo su alcuni movimenti, altrimenti sta spenta”. Sarà utile anche per monitorare i movimenti degli animali, in particolare di lupi e cinghiali.

Ci sono zone di abbandono ricorrenti, il posto preferito è il lungo fiume, in particolare Ete e Tenna, magari dove ci sono case abbandonate o piccole strade che scendono verso il fiume. “Chiediamo anche la collaborazione dei cittaidni. Quasi sempre l’abbandono avviene con auto o camioncini, quindi se potete prendete i riferimenti della targa” prosegue Fausti. Una volta sopresi, i colpevoli rischiano sanzioni pecuniarie, 600 euro, e penali in caso di abbandoni di rifiuti altamente inquinanti. Fermare l’incivile è fondamentale. per riuscirc, la Provincia ha fatto un investimento di 1800 euro, “sono tra le più costose perché con memoria e collegate ai cellulari”. E se funzioneranno, “valuteremo un ulteriore sviluppo del sistema in collaborazione con i Comuni” conclude Pompozzi.

Raffaele Vitali

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