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La Capitaneria stronca il mercato 'nero' delle vongole: 50kg trovati davanti alla spiaggia di Lido

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Un mercato fatto di vendita in nero, quindi con contante non tracciabile e di conseguenza senza nessuna cautela nel trasporto del prodotto.

FERMO – Il caro vecchio ‘nero’. I militari della Capitaneria di Porto durante un pattugliamento in maare hanno trovato 50 chili di vongole già pronte in cinque sacchi a settecento metri dalla riva. Cosa ci facevano? Lo spiega bene il comandante Ciro Petrunelli: “I responsabili hanno agito in questa maniera per aggirare i controlli in porto nella fase di sbarco del prodotto. Quindi hanno pescato un quantitativo di vongole superiore a quello consentito che è di 400 kg al giorno e in più avrebbero potuto introdurre tale prodotto privo di tracciabilità sul mercato parallelo con grave rischio per la salute del consumatore finale”. Un mercato fatto di vendita in nero, quindi con contante non tracciabile e di conseguenza senza nessuna cautela nel trasporto del prodotto.

Quello del ‘nero’ è un problema che i militari conoscono bene. C’è ancora chi ci prova, visto che una volta in porto i pescatori sanno di poter essere soggetti a controlli, che non sono costanti ma continui. “I cinque sacchi di vongole sono stati rinvenuti in mare opportunamente sistemati in una rete da pesca a circa 700 dalla riva in zona lido di Fermo”. A trovarli gli uomini guidati in mare dal comandante della motovedetta Cosimo Carbone. I sacchi erano adagiati sul fondo e collegati per mezzo di una sagola ad un anonimo galleggiante che ne segnalava anche la posizione. “Le vongole – spiega sempre il comandante - sarebbero poi state successivamente recuperate e portate a riva con l’ausilio di un piccolo natante”.

Ma i militari sono arrivati prima. “Le Capitanerie di Porto svolgono la funzione di polizia in materia di vigilanza sulle attività di pesca marittima ed acquacoltura, nonché sul commercio e sulla somministrazione dei prodotti ittici, con l’obiettivo di garantire la tutela dei consumatori. Grazie alle attività di controllo è possibile evitare che prodotto ittico di dubbia provenienza finisca nei ristoranti e sulle tavole dei consumatori, danneggiando ignari clienti e ponendo in serio pericolo i consumatori finali” conclude il comandante Petrunelli.

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