02182019Lun
Last updateLun, 18 Feb 2019 7pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

La lunga giornata di Crimi: ricostruzione post sisma, meno burocrazia si può. Le richieste dei sindaci. Il timore 'mafia' del Procuratore

CeriscioliCrimi 2

I fermani: Noi sindaci siamo preoccupati, perché dopo due anni siamo ancora ina testa della ricostruzione vera. Abbiamo esigenza di far rientrare le persone, l’esigenza che le opere pubbliche siano pronte e appaltate. Per noi, ovviamente, c’è la priorità dell’ospedale che serve tutta l’area dei Sibillini.

di Raffaele Vitali

FERMO – La prima volta di Vito Crimi, sottosegretario con delega alla ricostruzione del centro Italia colpito dal Sisma, lascia i sindaci con un senso di ottimismo. Il motivo è semplice: “Persona concreta e realista. Ha ribadito di non poter stravolgere l’impianto, ha capito alcune scelte del passato, ha capito che c’è da cambiare e ha subito proposto un metodo di lavoro utile e diverso, un confronto serrato con i sindaci da qui in avanti” spiega Paolo Calcinaro, primo cittadino di Fermo, comune fuori dal cratere ma che non è voluto mancare all’incontro ad Arquata per dare man forte anche ai 17 piccoli della provincia (quasi tutti presenti, ndr) che invece il sisma l’hanno subito pesantemente. “Crimi è pronto ad accelerare, ma chiede supporto a tutti, per evitare di restare poi isolati di fronte alle scelte. La sburocratizzazione sarà più facile sugli appalti pubblici che sui privati, ma – prosegue Calcinaro - ha rassicurato anche sulle dotazioni dei comuni, dove al posto di una persona ne erano state inserite due. La soluzione è vicina”.

Ed è quella che si attendono i sindaci, che hanno presentato le loro richieste. A cominciare dal duo dei Sibillini, Domenico Ciaffaroni e Adolfo Marinangeli, che guidato Montefortino e Amandola: “Richieste semplici. La prima è semplificare, danni lievi con la scia. Al secondo misure fiscali adeguate che durino un decennio. La terza è investire a fini turistici”. Un incontro atteso: “Finiamo in un decreto chiamato Genova, ora forse in quello che si chiama Catania, noi siamo il centro Italia, servono norme per il nostro territorio che da due anni non respira” spiega Ciaffaroni. “Abbiamo progetti sul tavolo che attendono solo di essere approvati. Serve un taglio normativo e un testo unico che dia la possibilità ai sindaci di operare velocemente. Noi sindaci siamo preoccupati, perché dopo due anni siamo ancora ina testa della ricostruzione vera. Abbiamo esigenza di far rientrare le persone, l’esigenza che le opere pubbliche siano pronte e appaltate. Per noi, ovviamente, c’è la priorità dell’ospedale che serve tutta l’area dei Sibillini. La strada è aperta, in qualche settimana andremo all’appalto e realizzeremo la più grande opera pubblica della ricostruzione” prosegue Marinangeli che domattina alle 9 guiderà Crimi in un tour tra le vie della città dei Sibillini.

Il sottosegretario era partito dalla nuova fabbrica costruita da Diego Della Valle ad Arquata: “Costruita a tempo di record in meno di un anno a distanza dal sisma, dà lavoro a oltre 40 dipendenti. Tutto questo grazie al desiderio di un imprenditore di aiutare una comunità ridotta in ginocchio dal terremoto. Mi chiedo tuttavia come si possa immaginare uno sviluppo imprenditoriale in questi territori se i collegamenti continuano a non essere efficaci come dovrebbero. Dobbiamo intervenire al più presto non solo per ripristinare la viabilità perduta, ma per potenziarla e dare così vigore al tessuto sociale e lavorativo locale”. Parole importanti quelle di Vito Crimi, attese da tempo che si spera si trasformino in realtà. Anche perché, lo dice la storia, di Della Valle al momento ce ne è solo uno. Sono caduti infatti nel vuoto gli appelli di mister Tod’s agli amici imprenditori di investire nelal zona colpita dal sisma. ma chissà che una viabilità migliore non riapra la discussione.

“Semplificazione e accelerazione sono infatti gli obiettivi condivisi da tutti. È emersa una novità importante in termini di disponibilità a mettere mano agli strumenti del terremoto. Si riparte quindi dalla volontà di andare a costruire quegli strumenti per dare tempi più stretti ai cittadini: è questo quello che ci chiedono” aggiunge il presidente della regione Luca Ceriscioli che nei giorni scorsi si era beccato con Crimi proprio sui modi con cui far ripartire la ricostruzione.

Il sottosegretario Vito Crimi tra tante parole è rimasto a lungo anche in silenzio di fronte alle macerie, immagini che riporterà con sé a Roma dopo la giornata di domani nel maceratese: “Qui le ferite sono evidenti. Case sventrate, strade divelte, massi e detriti che ostruiscono i passaggi, e poi silenzio. Il pensiero va ai cittadini che hanno perso tutto e stanno trascorrendo un altro inverno nelle casette”. Parole cariche di sofferenza, quella che da due anni segna il territorio, voglioso però di ripartire: “Questa sofferenza la riscontro nelle parole dei sindaci intervenuti all'incontro operativo di oggi. Dopo anni di leggi stratificate, scritte sulla loro pelle senza ascoltarli e che si son visti cambiare ripetutamente, oggi dobbiamo pensare e scrivere insieme a loro le modifiche normative necessarie a rendere più efficace e rapida la ricostruzione. Dobbiamo lavorare insieme, in un costante dialogo e pratico confronto. Lo dobbiamo ai cittadini che soffrono e che attendono risposte al più presto”.

Senza però mai dimenticare i rischi di una ricostruzione che non può aprirsi alla criminalità. Ma su questo sci pensa il procuratore generale di Ancona, Sergio Sottani, a ricordarlo allo stesso Crimi: “Stiamo verificando con particolare attenzione l'attività degli appalti di ricostruzione affinché sia svolta da società che non corrano rischi di infiltrazioni mafiose. Durante gli accertamenti, anche se non sono casi molto estesi, sono stati individuati in cantieri soggetti collegati ad associazioni criminali o titolari di appalti che sappiamo essere collegati con soggetti criminali. E sono in corso indagini da parte della Procura distrettuale antimafia. Un monitoraggio riguarda le persone che effettivamente sono nei cantieri: il rischio – ribadisce il Procuratore - è che chi vince l'appalto, che magari è una società in regola, poi dia in subappalto i lavori o in 'nolo a freddo’, in cui viene indicato un soggetto, o soggetti collegati ad associazioni criminali”. Sodalizi che possono essere mafiosi, camorristici o di 'ndrangheta. “Per questo – conclude – chiediamo di regolare il controllo degli accessi nei cantieri”.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Ponte di Rubbianello: cinque anni di nulla dopo il crollo

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.