Gli studenti universitari per Fermo valgono 5 milioni di euro l'anno: un'App per coinvolgere i commercianti

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Si è chiusa la prima Giornata dell'università fermana: “Lo studente spende e se valorizzato può diventare una risorsa economica e sociale. Da qui nasce UniverCityLife. Si scarica la App e si inserisce la matricola universitaria".

FERMO – Si è chiusa la prima Giornata dell’università fermana che il suo promotore, Carlo Nofri, direttore della Scuola superiore per mediatori linguistici, ha voluto con forza. Per faro aveva bisogno della collaborazione di tutti, a cominciare da chi l’Università ce l’ha portata per davvero a Fermo, il rettore della Politecnica Sauro Longhi, e chi ne guida due: Chiurchiù quella legata al mondo teologico, Verducci il conservatorio. “Negli ultimi decenni, grazie all’Euf, è cresciuta l’Università, che si è abbinata sul conservatorio, all’istituto teologico e poi la scuola superiore San Domenico, è riesploso lo spirito di comunità universitaria. E noi la vogliamo potenziare. Ne vediamo anche la bellezza attraverso la comunità di studenti che anima la città. Lo vediamo con le lauree in piazza, quando i ragazzi organizzano le feste studentesche è l’introduzione di Francesco Trasatti, vicesindaco che guarda con fiducia all’ingresso di Fermo nel circuito Unesco come ‘Learning City’. E la prima volta dei vertici della formazione seduti uno di fianco all'altro è il vero trionfo di questa giornata che può migliorare sotto tanti aspetti.

Ma come sta davvero l’università fermana lo racconta (LEGGI L’INTERVISTA) il nuovo rappresentante degli studenti, Alessandro Taddei, alunno del terzo anno, che insieme a due colleghi ha creato la prima applicazione per cellulari dedicata agli studenti universitari. Un’App presentata sul palco da Leonardo Neri, rappresentante uscente che ha capito come trasformare, in prospettiva, una idea nata sui banchi in business. “Questa App mette in contatto gli studenti e il mondo economico, le attività commerciali del territorio. Un’App che agevola tutta la popolazione studentesca nella fruizione di prodotti e servizi e dà l’opportunità alle attività di farsi conoscere. Vedete – spiega lo studente - essere fuori sede significa entrare in una città non tua. Bisogna sapere come muoversi, dove trovare una casa. Ci sono le spese da affrontare: affitti, libri, bollette, cibo. Di media uno studente spende 400 euro al mese escluse le tasse universitarie. Entrando nei numeri, considerando che solo il 10% usufruisce di borse di studio, solo con gli affitti a Fermo portiamo un giro da 3milioni di euro all’anno. A questo si aggiunge la spesa giornaliera, dal supermercato all’estetista fino al pub che vale 2 milioni. E questo considerando per ogni studente 350 euro globali al mese di spesa, una somma decisamente al ribasso”.

Pe far fronte alle esigenze e spingere le attività ad agevolare chi studia a Fermo, ecco l’App: “Lo studente spende e se valorizzato può diventare una risorsa economica e sociale. Da qui nasce UniverCityLife. Si scarica la App e si inserisce la matricola universitaria. Rispetto a un classico Trip Advisor la nostra applicazione invia direttamente un qrcode con lo sconto per l’attività scelta”. Per dare ancora più visibilità alla città, c’è anche una sezione eventi. Il business dietro l’idea è nel suo sviluppo: “L’obiettivo è di aprirsi a tutte le università delle Marche e poi in Italia”. L’App è di proprietà della associazione studentesca, anche se realizzata con contributi comunali e della Politecnica.

La presentazione di questo progetto, già scaricabile per il sistema Android, ha caratterizzato la lunga mattinata che è servita più ai singoli soggetti per auto presentarsi, ma forse per questo c’erano a disposizione le ore del pomeriggio dedicate all’orientamento, che davvero riflettere sul futuro dell’Università fermana e sul perché uno studente, in sala tanti alunni delle superiori, dovrebbe scegliere Fermo. Una prima giornata quindi che regala ai giovani la consapevolezza del peso storico della città di Fermo, con la prima università che affonda le radici nel 1500, ma che avrebbe dovuto dare consapevolezza del fatto che studiare sotto il girfalco ha senso per il proprio futuro.

E per questo, per fortuna il rettore Sauro Longhi che evita lo ‘spot’ aziendale e prova a farli sognare: “Voi siete parte della nuova generazione, dovete costruire con forza e determinazione la realtà, il futuro. Vivete in una società, in un mondo che si deve relazionare con gli altri. Il vostro progetto deve partire da questo, dovete accogliere i problemi ed essere capaci di comprendere le complessità un futuro fatto di trasformazione, innovazione e ricerca, ma soprattutto di incontro tra persone che si spostano e hanno l’ambizione come voi di crescere. il vostro futuro sarà fatto di relazioni che partono da confini distanti. Dovete cercare con l’ambizione, la forza e le capacità di esserne protagonisti. Università è il posto dove i sogni trovano la naturale realizzazione”. Per cui, il messaggio finale: studiate, dove volete, ma studiate. Il perché a Fermo, problemi a parte, lo spiega sempre Taddei (LEGGI).