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Bruxelles, parla Tofoni, Tam: “Abbiamo preso un taxi al volo mentre arrivavano 40 camionette dell’esercito”

bruxellesbombe

Aeroporto e metro sotto le macerie. Morti e feriti, il cuore dell’Europa, il centro dell’Unione Europea che si scopre fragile e sanguinante.

di Raffaele Vitali

BRUXELLES - Giambattista Tofoni è a Bruxelles, per una iniziativa con Tam Tutta un’altra musica, il network internazionale del Jazz. Dove si trovava al momento dell’esplosione?

“Ero a 500 metri dalla terza esplosione, quella della metro. Stavo facendo cyclette, erano le 7.50, poi alle 8 le prime notizie. Ho chiamato i colleghi, stavano tutti dormendo. Dentro l’albergo non avevamo sentito nulla e anche fuori, mi trovavo vicino alla Grand Place, era tutto tranquillo, con le scolaresche in cammino diligenti”.

Cosa ha fatto appena saputo della notizia?

“Abbiamo pensato a come andarcene. Nel giro di pochi minuti abbiamo ricevuto un sms dall’Alitalia che ci annunciava l’annullamento dei voli”.

Più agitato per essere lì o per le chiamate di parenti e amici?

“La connessione va e viene non posso rispondere in maniera compiuta e costante. Questo crea preoccupazione”.

E ora, dove si trova?

“Sono scappato da Bruxelles con un taxi preso al volo. Siamo stai fortunati, perché anche i taxi sono stati quasi tutti bloccati. Siamo stati fortunati, siamo fuori da Bruxelles, diretti a Charleroi. Ma c’è una fila incredibile, è evidente che la mia idea l’hanno avuta almeno altre 30mila persone”.

In strada ha visto il caos durante il viaggio?

“Ora molte persone sono bloccate dentro gli uffici, ho parlato con degli amici. Mentre salivamo sul taxi abbiamo visto arrivare una quarantina di camionette dell’esercito. Per fortuna l’aeroporto è a sud, altrimenti non avremmo avuto chance, verso nord è tutto bloccato”.

Tofoni, quindi per lei solo paura di riflesso?

“Diretta per fortuna no. Se non avessi visto la tv, uscendo dall’albergo non lo avrei mai capito. Ora il problema è tornare in Italia. È tutto bloccato, dai treni ai voli, tranne che qui da Charleroi, ma non sappiamo se l’Alitalia riesce a dirottare i suoi voli su questo scalo. Bruxelles è completamente blindata con il centro chiuso e la tangenziale pure. Siamo riusciti a prendere l’unica via di fuga possibile”.

Sempre che riesca a entrare in aeroporto, vista al fila e il caos dovuto all’assenza di taxi: “Sono migliaia le persone con il trolley appena atterrate che ora non sanno cosa fare, perché a Bruxelles non ti ci vuole portare più nessuno. Va bè, ci vediamo in Italia, vado che devo trovare un bancomat, il tassista vuole i contanti perché hanno bloccato le connessioni e la carta di credito non funziona”. 

@raffaelevitali 

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