Il Comitatoscuolesicure Fermo vuole vederci chiaro e chiede l'intervento della Procura

aree interdette

"Sono troppe le criticità presenti". Verrà presentato un esposto.

PORTO SAN GIORGIO - Genitori degli studenti del Liceo Classico A. Caro e del Istituto Tecnico Tecnologico Montani di Fermo si sono ritrovati presso l'Istituto Canossiane di Fermo per valutare la serie di criticità emerse sugli immobili di Via Leopardi e di Via Montani. Criticità che sono state evidenziate alla presenza dell'avvocato Claudia Cardenà del foro di Ancona esperta di diritto amministrativo.
Per quanto riguarda l'edificio che ospita il Liceo Classico sono state ricordate le annose questioni riguardanti le vie di fuga (presenza di piccoli corridoi e ostacoli esterni) e quelle relative alla certificazione di prevenzione incendi rilasciata sulla scorta di una istanza in deroga.  A queste criticità si sono aggiunte quelle indicate espressamente nella  "Relazione valutativa e descrittiva della vulnerabilità sismica"dell'Ing. Egidio Santucci di Montappone laddove si afferma che la valutazione è stata fatta senza poter considerare parti fondamentali come i sotterranei, il tetto e il sottotetto perché inaccessibili, che i presidi sismici della facciata di Via Giacomo Leopardi "necessitano di un rafforzamento per raggiungere l'adeguamento sismico",  che "in prossimità della scala principale mancano alcuni tiranti"  e soprattutto che "per i danni gravi in prossimità dell'auditorium è stato approntato un intervanto di puntellamento e messa in sicurezza provvisorio in attesa di conoscere la principali cause che l'hanno generato".
Una situazione di estrema incertezza generale alla quale si sono aggiunte, successivamente alla verifica di vulnerabilità,  "criticità rilevate nel corso delle verifiche e dei sopralluoghi intercorsi fino al 20-08-2018", vale a dire quelle sui tetti, che hanno portato il Sindaco di Fermo, il 14 di questo mese, ad ordinare "la parziale inaccessibilità" agli studenti del secondo piano (biblioteca, aula di fisica, aula docenti, aula informatica, archivio ecc.) e consentire l'eventuale accesso alla biblioteca e archivio "al solo personale scolastico e per il tempo strettamente necessario al reperimento della documentazione in esso contenuta e con l'obbligo di individuare i dispositivi di protezione individuale".
Per quanto riguarda i locali del Montani "triennio" sono state evidenziate tra le criticità la mancanza della verifica di vulnerabilità sismica, la mancata conoscenza delle cause che hanno determinato il recente crollo del tetto, il fatto che la struttura sia stata di fatto considerata non adeguata dal punto di vista sismico  in quanto sono già stati stanziati 4,5 milioni di euro per il suo adeguamento (lavori urgenti ma posticipati in un prossimo futuro), che è  già aperto un fascicolo contro ignoti, ad opera del Sostituto Procuratore Alessandro Piscitelli, per violazione del 434 cp per il quale permangono sotto sequestro le aule 32 e 33, ed infine che il sindaco di Fermo con ordinanza del 14 Settembre ha indicato tutta una serie di eccezione alla fruibilità  "per cui permane l'ordine di inaccessibilità:  porzione del secondo piano angolo sud-est dell'edificio, relativamente alle aule 32 e 33 e del relativo corridoio di accesso, fino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza; cortile interno del medesimo edificio storico prospiciente le due aule oggetto di danno; le restanti parti dell'edificio, individuate nelle planimetrie allegate al presente atto, che ne costituiscono parte integrante e sostanziale,  nelle quali vengono indicate in legenda le aree "non fruibili" e "non fruibili fino al completamento dei lavori";

Si è anche palesata la necessità di presentare una diffida nei confronti dei Responsabili della Sicurezza e Prevenzione dei singoli plessi scolastici in quanto siamo in presenza di interventi strutturali e di manutenzione non attuati, ancorché pianificati,  e quindi situazioni di pericolo che richiederebbero "l'adozione di tutte le misure rientranti nelle proprie possibilità, quali in "primis" la previa individuazione dei rischi esistenti, e ove non sia possibile garantire un adeguato livello di sicurezza, con l'interruzione della attività" (Cass. Penale sez 4 del 22/3/16 n. 12223).

In considerazione di tutte le criticità emerse, a tutela della integrità e sicurezza dei propri figli, si è deciso di affidare all'Avvocato Claudia Cardenà la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Fermo affinché siano presi tutti i provvedimenti del caso".