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Politica e sanità. Cesetti: 'Stipendi tagliati del 30% ai direttori di Area Vasta, ma stesse funzioni'

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Uno dei punti cardine è stata la dicitura del ruolo, visto che nelle Marche non esiste più un elenco regionale dei direttori generali.

FERMO – Una legge che cambia il destino dei direttori di area vasta delle Aziende sanitarie delle cinque province marchigiane. Non esiste più un elenco regionale per i direttori, ma al contempo non viene cancellata la qualifica che avrebbe parificato dirigenti e chi oggi guida la sanità locale.

“Non si parla più direttori generali, non possono esserlo, ma non sono ‘declassati’ a dirigenti, diventano direttori di area vasta. La nomina è, come nella ipotesi iniziale, di competenza della Giunta su proposta del direttore generale dell’Asur. E resta di competenza della Giunta, perché c’è responsabilità politica” sottolinea soddisfatto l’assessore al Bilancio Fabrizio Cesetti. Che ha incassato dopo il lavoro in commissione e il passaggio in aula un altro punto a favore: “I direttori di area vasta avranno una decurtazione di stipendio, visto che dovrà essere almeno del 30% inferiore a quello del direttore generale”. Un segnale che la giunta Ceriscioli ha voluto dare sotto ogni punto di vista: normativo, politico ed economico.

La nuova legge regionale, oltre a definire le modalità di nomina dei dirigenti di Area Vasta (criteri fissati dalla legge regionale per attingere dall'albo nazionale), stabilisce regole per i rimborsi del personale distaccato all'Ars, prevede l'istituzione della centrale unica di risposta del numero di emergenza europeo 112, analogamente a quanto già avviene in altre regioni.

Uno dei punti cardine è stata la dicitura del ruolo, visto che nelle Marche non esiste più un elenco regionale dei direttori generali. Chiaro che ora la palla passerà a chi verrà scelto che accettando sceglierà anche la riduzione dello stipendio rispetto all’attuale. Gli attuali direttori sono stati prorogati per 45 giorni, ma nulla vieta alla Giunta di definirli anche la prossima settimana ora che la legge è realtà.

Nel pianificare questi passaggi, Ceriscioli e company hanno mandato anche un chiaro messaggio ai direttori: chi decide è la regione. Punto. Inutile quindi chiedere sostegno ai sindaci, cercare appoggi e quant’altro, perché alla fine dovranno rispondere politicamente agli indirizzi della Giunta, senza mai dimenticare il legame diretto con la direzione regionale dell’Asur, oggi guidata da Marini.

Raffaele Vitali

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