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Minori non accompagnati, nove comunità d'accoglienza a Fermo. 'Troppi albanesi, abuso di protezione'

migranti minori

Il 67% dei minori presenti nelle Marche ha 17 anni mentre i sedicenni costituiscono poco meno di un terzo del totale, il 4,9% ha 15 anni ed il 6,9% riguarda le altre fasce d'età.

FERMO – Troppi albanesi minorenni arrivano nelle Marche. Il dato emerge dal report 2018 del Garante dei diritti delle Marche. In totale sono 205 i minori stranieri non accompagnati presenti nelle comunità marchigiane.

Il report è stato condotto contemplando l'attività di 66 strutture con una particolare attenzione alle 45 che accolgono anche minori stranieri non accompagnati: 19 in provincia di Pesaro Urbino, nove a Fermo, sette ad Ancona, sei a Macerata e quattro ad Ascoli Piceno. In totale i posti disponibili per i minori stranieri sono 235.

Il 67% dei minori presenti nelle Marche ha 17 anni mentre i sedicenni costituiscono poco meno di un terzo del totale, il 4,9% ha 15 anni ed il 6,9% riguarda le altre fasce d'età. "Pariamo di una tematica difficile che mette alla prova il sistema, presentando elementi di particolare complessità in grado di rendere contradditori gli strumenti di protezione”. Una situazione che si ripercuote in particolare sui minori che vorrebbero raggiungere i loro familiari all'estero. “Questi si trovano chiusa la possibilità di re location europea, che consenta di effettuare il viaggio in una situazione protetta. Vivono il collocamento in comunità come una costrizione ed appena possono cercano di proseguire il viaggio mettendosi nelle mani di trafficanti, esponendosi così a rischi concreti. Pesa l'assenza di un sistema europeo di protezione". 

Entrando nei numeri emerge che la maggior parte dei minori proviene dall'Albania (69), Pakistan (22), Senegal (19), Egitto (19), Gambia (15) e Nigeria (11). “L'elevato numero di minori non accompagnati albanesi ci invita a una riflessione e a un approfondimento- conclude Nobili-. Si dovrebbero forse avviare misure differenti. C’è forse un abuso del sistema di protezione da parte dei giovani albanesi” ribadisce Nobili che ha invitato la politica a riflettere "sull'irrazionalità di una protezione che, per molti ragazzi, cessa al compimento della maggiore età. Il rischio è quello di creare un sistema di accoglienza che nella maggior parte dei casi dura pochi mesi e non garantisce un effettivo percorso d'integrazione”.

Nel report sono poi emerse alcune criticità: la bassa presenza di mediatori culturali nelle comunità di accoglienza (24) e le difficoltà di accesso ai tirocini lavorativi e all'iscrizione dei centri per l'impiego, la gestione dell'uscita, i problemi legati al ricongiungimento del minore con i familiari che si trovano all'estero, i tempi di attesa per il rilascio del permesso di soggiorno e l'utilizzo delle sostanze stupefacenti.

Raffaele Vitali

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