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Nuova scossa, le reazioni. "La paura? Abbiamo le case, lavoriamo sulle nostre teste". "Finiamola con la storia dei 138 Comuni, il cratere è qui"

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“Dobbiamo distinguere chi è distrutto e fa i conti tutti i giorni con questo sisma, oppure diteci chiaramente che dobbiamo andarcene tutti e che ve ne fregate di noi» ha aggiunto Pasqui.

PIEVE TORINA – “Del terremoto più di tanto non ho più paura, dura un momento. Ma è uno stress che non finisce più”. “io invece a casa non riesco a starci, è tutta la mattina che tremiamo. La pura è tanta e non finisce mai. Qui ci vogliono anni prima che la terra smetta di tremare”. “Fino a oggi abbiamo pensato alle casette, ma qui bisogna pensare anche alle teste, alla vita di ognuno. Se ci chiudiamo ognuno nella propria paura è la fine”. Sono le voci di due signore, raccolte da Gianfranco Mancini fuori dalle casette di Muccia. Qui la scossa è stata davvero forte.

“Il cratere è qui, tra questi sindaci e queste facce stravolte e stremate. Il prossimo che mi parla di 138 comuni tutti allo stesso modo coinvolti mi farà perdere seriamente la pazienza”. Lo ha detto il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui durante il vertice in corso a Pieve a Torina con il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, il commissario straordinario alla ricostruzione, Paola De Micheli, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e i sindaci del territorio colpito dal sisma. “Dobbiamo distinguere chi è distrutto e fa i conti tutti i giorni con questo sisma, oppure diteci chiaramente che dobbiamo andarcene tutti e che ve ne fregate di noi» ha aggiunto Pasqui. “Adesso il cratere va diviso in fasce - ha concluso il sindaco - a seconda dei livelli di danno per consentire procedure veloci e semplificate che permettano di continuare a vivere in queste zone”.

“Non abbiamo segnali di situazioni gravi per quanto riguarda i danni. Ora però ripartiremo con le verifiche come è giusto che sia”. Sono le parole del commissario per la Ricostruzione Paola De Micheli, a margine della riunione in corso a Pieve Torina con il governatore delle Marche Luca Ceriscioli, il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli e i sindaci del territorio che, questa mattina, sono stati svegliati all'alba da una scossa di terremoto di magnitudo 4.6. “Sono cadute un paio di mensole in un paio di Sae, è crollato un campanile in zona rossa a Muccia: i danni non sono gravi - spiega De Micheli -. Il tema vero è la paura che questa nuova scossa così forte ha generato nelle persone. Il punto focale della riunione è l'assistenza da dare alla popolazione in questa fase. Dal contributo di autonoma sistemazione, agli alberghi già allertati per riapertura fino alla messa a disposizione, per chi non vuole passare la notte in casa, di alcuni campi container attualmente vuoti. I sindaci stanno definendo le richieste in tal senso. La macchina dell'emergenza è pienamente operativa e siamo pronti a riprendere le verifiche e i controlli su immobili che hanno subito danni”.  A Pieve Torina il capo della Protezione civile Borrelli ha parlato di "uno sciame sismico che è iniziato 18 mesi fa e si preannuncia lungo”. “Sono sei - ha detto Borrelli - le famiglie che hanno lasciato le abitazioni a cui stiamo dando assistenza”.

@raffaelevitali

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