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Il punto. Scosse nella notte, crolli nel maceratese. La De Micheli: "Non possiamo fermare il sisma, ma ricostruire in sicurezza sì"

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"Abbiamo fatto una prima verifica le scuole sono tutte a posto nel Fermano" commenta la Provincia, ma è a Muccia che è crollato il campanile della chiesa del 600 ed è a Pive Torina che tornano gli sfollati il sindaco Alessandro Gentilucci.

“Non possiamo fermare il terremoto ma possiamo garantire una ricostruzione con tutte le tecnologie possibili”. Il commissario per la ricostruzione Paola De Micheli prova a dare fiducia ai residenti dei Sibillini, di quel maceratese che questa notte è stato di nuovo scosso dal terremoto. Ha tremato tutto il sud delle Marche, a dire il vero, perché il 4.6 si è indistintamente avvertito da Amandola a Pedaso, "abbiamo fatto una prima verifica le scuole sono tutte a posto nel Fermano" commenta la Provincia, ma è a Muccia che è crollato il campanile della chiesa del 600 ed è a Pive Torina che tornano gli sfollati il sindaco Alessandro Gentilucci, infatti, deve fronteggiare l’emergenza di quattro nuove famiglie evacuate per i danni (crepe e cedimenti) e i rischi di stabilità interni di altrettanti immobili finora agibili. Nessun ferito, ma quanta paura. Anche perché la sequenza è stata intensa. La più potente dall'ottobre 2016, si è verificata alle 5:11, seguita da almeno tre repliche tra il 3 e il 4. dove ora è crollato anche il piccolo campanile della chiesa del '600 Santa Maria di Varano.

A Muccia, 920 abitanti di cui 550 sistemati nelle soluzioni abitative d'emergenza e solo 120-130 residenti in case agibili, le vibrazioni hanno fatto tremare le Sae con caduta di oggetti e persone che si sono riversate in strada. «La nostra preoccupazione è che anche le pochissime casa rimaste agibili divengano inagibili - dice il sindaco di Muccia, Mario Baroni - avremmo ulteriori sfollati e problemi. Speriamo che ciò non avvenga e di far rimanere a casa le persone. È caduto però il campanile della chiesa del '600 Santa Maria di Varano che era già inagibile”.

"Il terremoto di questa mattina coinvolge le stesse faglie del sisma del 24 agosto e del 30 ottobre 2016. Lo scenario che si prospetta e che stiamo studiando è classico dei terremoti dove il cosiddetto 'after shock' e la durata è imprevedibile. Basti pensare che per il sisma dell'Aquila si sono registrate scosse anche di magnitudo 5 per tre anni di seguito" commenta il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Alessandro Amato

Il senso di insicurezza torna a dominare: “Si ricomincia con i sopralluoghi per verificare che la tenuta statica degli edifici sia adeguata. Siamo in giro da stamani con l'aiuto della protezione civile per verificare i danni”. Ed è la sfiducia la prima paura del commissario De Micheli, arrivata a Pieve Torina con il capo della Protezione Civile nazionale e l'assessore regionale Sciapichetti: “Continueremo sul piano della ricostruzione pubblica, ma la preoccupazione e' che per quelle private possa passare la voglia dei cittadini perché se si diffonde la sfiducia e la paura il percorso si rallenta”.

Raffaele Vitali

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