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Post sisma, tre notizie in un giorno: esposto sui costi casette, 11 nuovi sentieri per l'Appennino, sgravi alle imprese

casacrollata

“Dalla ricerca vengono spunti preziosi per una rinascita forte, concreta, lungimirante - ha detto il presidente dell'Assemblea legislativa Anotnio Mastrovincenzo -. Ora ci sono tutte le condizioni per sottoscrivere un patto per lo sviluppo”.

FERMO – Ricostruzione, questa sconosciuta. Il post terremoto conferma una serie di criticità e potenzialità. Nella prima parte rientra l’iniziativa del gruppo consiliare in Regione Marche della Lega Nord che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Macerata sugli “eccessivi costi delle casette per i terremotati e sui ritardi nella consegna delle Sae. Le Sae sono venute a costare in media circa 1.100 euro al metro quadro – sostengono Sandro Zaffiri e Luigi Zura Puntaroni e il deputato Tullio Patassini -, ma ci sono stati casi più onerosi tanto che una Sae di 40 mq arriva a costare 142 mila euro e una da 80 mq fino a 284 mila euro senza contare i costi per l'acquisto/esproprio delle aree”.

Poi ci sono i pro, come gli 11 ‘Nuovi sentieri di sviluppo dell’Appenno dopo il sisma’ che hanno l’obiettivo di unire dai borghi in rete al capitale verde, dai progetti innovativi per la ricostruzione, alla valorizzazione della filiera zootecnica, alla creatività, al connubio cultura-turismo. Un lavoro di ricerca durato sei mesi quello di 40 docenti e 11 neo laureati delle quattro Università marchigiane. “Dalla ricerca vengono spunti preziosi per una rinascita forte, concreta, lungimirante - ha detto il presidente dell'Assemblea legislativa Anotnio Mastrovincenzo -. Ora ci sono tutte le condizioni per sottoscrivere un patto per lo sviluppo”. Al progetto hanno collaborato anche l'Università di Modena e Reggio Emilia e il Comitato nazionale per la strategia delle Aree interne. Secondo il coordinatore scientifico del progetto Massimo Sargolini (Unicam) “per non perdere la civiltà dell'Appennino non basta la ricostruzione edilizia di manufatti di edifici”.

Cinque i temi del progetto: attività produttive ed economia del cratere, pianificazione e programmazione per la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, beni culturali, turismo, ascolto delle comunità. Lo studio propone una serie di direttrici: prendersi cura delle persone e delle comunità residenti e migranti; puntare sulla connettività e la mobilità innovativa, sostenibile e dolce; organizzare il connubio cultura-turismo come un ambito privilegiato e trasversale di sviluppo; ricostruire secondo un'edilizia sicura e innovativa; puntare su creatività e Made in Italy; promuovere le energie rinnovabili; attuare politiche ambientali per favorire le produzioni vegetali, tipiche e tradizionali; investire su un'agricoltura di qualità e sulle filiere agroalimentari; investire sulla conoscenza, le tecnologie, la formazione e l'alta formazione, a partire dal progetto di un polo tecnologico di rango nazionale e internazionale; avviare cantieri e progetti d'area, capaci di innescare economie dirette e indirette, nonché di accrescere la dotazione di capitale sociale fisso e il valore paesistico-ambientale dei luoghi. I dati completi della ricerca sono disponibili sul sito del Consiglio regionale, nella sezione «Appennino, nuovi sentieri di sviluppo dopo il sisma». 

Terza novità del giorno, ancora positiva, è quella che arriva da Confindustria Centro Adriatico: la Commissione europea ha approvato la misura del credito d'imposta per l'acquisto di nuovi beni strumentali nell'area del cratere del terremoto. L'atteso placet europeo consentirà alle imprese di qualsiasi dimensione di fruire fino al 31 dicembre 2019 della medesima agevolazione oggi prevista solo nelle aree del Mezzogiorno. In particolare nei 140 Comuni delle Marche, del Lazio, dell'Umbria e dell'Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016, sarà possibile ottenere, previa richiesta all'Agenzia delle entrate, un credito d'imposta per nuovi investimenti in macchinari, impianti e attrezzature pari al 25% per le grandi imprese, al 35% per le medie imprese e al 45% per le piccole imprese. “Il plafond messo a disposizione è pari a circa 44 milioni di euro. Siamo molto contenti - spiega il presidente di Confindustria Centro Adriatico Simone Mariani - questo nuovo strumento agevolativo potrà senz'altro contribuire al rilancio economico e sociale dell'area del cratere. Dopo la zona franca urbana per la quale chiederemo al prossimo Governo l'estensione temporale fino al 31 dicembre 2021 e la pubblicazione dell'Avviso relativo alla Legge 181 per l'area colpita dal sisma, il credito d'imposta rappresenta una misura straordinaria che può accrescere l'attrattività del territorio ed incentivare la realizzazione di nuovi investimenti”.

r.vit.

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