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L'oncologia del Murri cresce ancora: il dottor Bisonni riporta in vita la Lilt. "Obiettivo prevenzione"

liltbisonni

“Lo abbiamo fatto con il programma per la prevenzione dei melanomi nella scola, lo facciamo oggi trovando una sede alla Lilt. Questa è la rete di collaborazione di cui ha bisogno il territorio. Per questo - conclude Calcinaro che ringrazia Ciarrocchi – ci siamo e ci saremo di fronte a ogni iniziativa di questo genere”. VIDEO

FERMO – Il sistema sanitario italiano investe solo il 5% dei suoi fondi in prevenzione. “E poi, in realtà, la percentuale scende ancora per far fronte a tagli e necessità” spiega il direttore del distretto Vincenzo Rea. Di fronte a questo quadro, assumono un ruolo chiave le associazioni che affiancano, e spesso sorreggono, la sanità pubblica. Una di queste è la Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori. 250mila iscritti in Italia, ma un buco nero: Fermo. “Ho chiamato Renato Bisonni e ho detto ‘ma possibile che a Fermo non riusciamo a ricreare la Lilt?’. Ho pensato – spiega Rosa Brunori Ciriaco, presidente regionale Lilt - che fosse la figura più adatta per rilanciare l’associazione in questa provincia. Noi ci occupiamo di prevenzione. Che è cultura, ma soprattutto è vita”.

Bisonni è uno dei medici del reparto di Oncologia di Fermo, uno dei fiori all’occhiello dell’ospedale Murri, che per anni è stato retto da Lucio Giustini e che entro un paio di mesi conoscerà il suo nuovo primario. Un posto ambito da medici che arrivano da fuori regione, ma che ha in lizza anche figure interne altamente qualificate, incluso lo stesso Bisonni. “La telefonata della Brunori mi ha onorato, ma anche caricato di un grade impegno. Ho subito detto sì e poi ho trovato nell’assessore ai Servizi sociali Giampieri la spalla ideale per lavorare alla rinascita della Lilt. Con lui abbiamo ragionato sulla sede e con l’impegno dell’assessore al Patrimonio Ciarrocchi oggi è diventata realtà all’interno della Casa del Volontariato”. Un luogo centrale, non lontano dal Murri, in cui operare Francesca Leoni, farmacista di Porto San Giorgio che lavora a Porto Sant’Elpidio: “Sarà la mano destra e sinistra dell’associazione”.

Bisonni è la testa di un gruppo destinato a crescere, da oggi, giorno dopo giorno. “Ci inseriamo in un sistema che funziona in cui altra associazioni, dall’Anpof allo Iom, lavorano con grande costanza e capacità, dando sostegno ai malati oncologici. La Lilt è una cosa diversa, lavoreremo sulla prevenzione”. Per questo Bisonni lavorerà a un piano di campagne locali, legate al nazionale, forti del fatto che sono l’unica associazione che ha il patrocinio del presidente della Repubblica. “Partiamo piccoli, ma sono certo che ci adopereremo per fare bene perché la Lilt può offrire servizi a chi soffre di patologie oncologiche. Nessuna sovrapposizione con le altre realtà, ma occupazione di spazi vuoti per dare insieme la miglior risposta possibile. Lo Iom va a casa, l’Anpof assiste in ospedale, noi vorremmo arrivare prima, aumentando la rete di collaborazione” prosegue Bisonni.

Licio Livini, direttore Asur, ascolta e poi plaude: “Tutto quello che è ‘cittadinanza attiva’ va considerato. Nell’area dell’oncologia dobbiamo mettere in piedi risposte sempre più complesse. Quello che deve passare come indicazione da parte del sistema sanitario è la presa in carico complessiva, da chi sta male a chi è al suo fianco. Ringrazio la Lilt per il fatto che ricrea un presidio importante. e vuole essere ancora più presente. Non sempre le istituzioni pubbliche riescono a coprire tutto”.

Con dieci euro si può diventare soci Lilt, che negli ultimi dieci anni ha finanziato progetti di ricerca per oltre dieci milioni di euro. “Un sito internet e la pagina facebook saranno i nostri primi interfaccia, poi c’è la sede. Una cosa voglio chiarirla: partiamo da Fermo, ma siamo provinciali e vogliamo essere ovunque serva”. Fermo di conferma una città sensibile e l’amministrazione molto vicina alla prevenzione. “Lo abbiamo fatto con il programma per la prevenzione dei melanomi nella scola, lo facciamo oggi trovando una sede alla Lilt. Questa è la rete di collaborazione di cui ha bisogno il territorio. Per questo - conclude Calcinaro che ringrazia Ciarrocchi – ci siamo e ci saremo di fronte a ogni iniziativa di questo genere”. A Bisonni ora il compito di far tornare la Lilt protagonista, cominciando dal primo passo: avere al suo fianco tutti i medici del reparto di Oncologia e via via ogni specialista necessario:” Sono certo che non ci saranno dubbi in ognuno dei miei colleghi, che già ogni giorno lavorano per aiutare le persone. con la Lilt sarà qualcosa di leggermente diverso, perché opereremo fuori dall’ospedale e possibilmente prima che le persone diventino pazienti”.

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