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Autopsia, per l'avvocato del padre "Azka morta perché investita dall'auto"

carabinieri web2

Commentando quanto accaduto, il candidato al Senato per Forza Italia, Andrea Cangini, ha ribadito: “Ancora Macerata, ancora una ragazza morta. La cronaca ci obbliga a riflettere su questi dati e a domandarci se e in che misura l'Islam, in quanto tale, sia realmente integrabile".

MACERATA – Nega ogni responsabilità Muhammad Riaz, 43enne padre di Azka, la 19enne morta a Trodica. Secondo il legale dell’uomo, ora in stato di fermo, la morte sarebbe stata causata da un trauma da schiacciamento dovuto all'investimento da parte di un'auto e non a eventuali percosse subite. Lo ha ribadito l'avvocato. Francesco Giorgio Laganà. Gli inquirenti sospettano che l'uomo, già denunciato per maltrattamenti in famiglia in un procedimento nel quale la ragazza avrebbe dovuto testimoniare, sia il responsabile del decesso della figlia che sarebbe stata investita dall'auto quando era già morta o agonizzante.

Questa ipotesi, però sembrerebbe allontanarsi dopo l'autopsia eseguita oggi dal medico legale Roberto Scendoni. Secondo Laganà, che si è avvalso di un proprio consulente, “le tumefazioni riscontrate non sono tali da far supporre che fosse stata ridotta in fin di vita o tramortita prima dell'incidente”. Resta da stabilire come si sia procurata le ecchimosi al volto. Nella vicenda c'è anche un altro indagato, il conducente dell'auto che ha travolto la ragazza, un 52enne residente a Montecosaro: il reato ipotizzato per lui è omicidio colposo. Aveva riferito di non essere riuscito a evitare la ragazza, che si trovata già a terra prima dell'impatto. Subito dopo il fatto, Riaz aveva riferito di un guasto alla sua autovettura: secondo la sua versione dei fatti, la ragazza sarebbe scesa e sarebbe stata poi investita.

Commentando quanto accaduto, il candidato al Senato per Forza Italia, Andrea Cangini, ha ribadito: “Ancora Macerata, ancora una ragazza morta. La cronaca ci obbliga a riflettere su questi dati e a domandarci se e in che misura l'Islam, in quanto tale, sia realmente integrabile. Torna alla mente un sondaggio dello scorso settembre tra i musulmani residenti in Italia il 31% dichiarava di non avere alcuna intenzione di integrarsi, il 32% dichiarava che le donne musulmane non devono studiare ne' lavorare e secondo il 24% non devono neanche guidare la macchina".

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