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Sempre meno lavoro per le donne: nelle Marche crescono i posti solo per gli uomini

donna incinta

Meno 8mila donne occupate e 4 mila in cerca di occupazione nelle Marche: è il dato negativo su cui si è soffermato il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, evidenziando la necessità di affrontare la situazione, intervenendo sulla conciliazione dei tempi, sulla rete di servizi, sulle infrastrutture sociali.

FERMO – Il lavoro riprende, ma solo per gli uomini. In base ai dati dell'ultimo trimestre del 2017 dell'Osservatorio regionale del lavoro, il tasso di occupazione si attesta al 62,9%: 71,6% per gli uomini e 54,3% per le donne. Della situazione regionale legata all'occupazione delle donne, con il contributo di una relazione di Gianluca Goffi dell'Università politecnica delle Marche, si è parlato a Palazzo delle Marche in un convegno della Federazione maestri del lavoro patrocinato dal Consiglio regionale. È intervenuta anche l'assessora regionale al lavoro Loretta Bravi. “Un rapporto di collaborazione che - ha detto Iridio Mazzucchelli, console della Federazione - intendiamo rendere sempre più concreto con appuntamenti chiamati ad affrontare tematiche importanti per la comunità”.

Meno 8mila donne occupate e 4 mila in cerca di occupazione nelle Marche: è il dato negativo su cui si è soffermato il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, evidenziando la necessità di affrontare la situazione, intervenendo sulla conciliazione dei tempi, sulla rete di servizi, sulle infrastrutture sociali, su una nuova impostazione culturale, su risorse specifiche da destinare a chi perde il lavoro ed alla ricollocazione. Nota negativa per il lavoro in rosa riguarda anche penalizzazioni per salario, carriera, conciliazione dei tempi tra lavoro e vita privata. Luci vengono solo dalla «tenuta» delle imprese femminili a cui possono essere garantiti ulteriori incentivi del Fondo sociale europeo: un complesso di possibili azioni che dovrebbero costituire l'asse portante di una proposta di legge regionale. “Le presenza femminile nel mondo del lavoro - ha sottolineato Goffi - genera effetti che si riversano sull'economia, sui consumi e sulla società con risultati positivi per il dinamismo del sistema economico. Il vantaggio principale è che si crea altra occupazione: secondo alcune stime per ogni cento donne che lavorano si possono creare fino a 15 posti aggiuntivi nel settore dei servizi”. Il quadro delle imprese al femminile è stato delineato da Giovanni Dini, direttore del Centro studi Cna Marche.

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