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Tra Minority Report e Marchionne, l'Asur di Fermo affida a Vesprini la crescita della sanità

asurvesprini

Nel primo periodo di attività, Vesprini ha vissuto la parte clinica, “e quindi conosco l’operatività”, e poi si è dedicato ai rapporti con gli operatori, “e questo mi agevola nelle relazioni”.

FERMO – A luglio Licio Livini terminerà il suo mandato triennale, ma è rinnovabile, da direttore genarle dell’Asur, ma intanto mette a posto altre caselle chiave all’interno dell’ospedale. “E quello di oggi è un passo avanti importante per il miglioramento della sanità fermana” sottolinea il direttore dell’Asur 4. Il dottor Andrea Vesprini è il nuovo direttore di Unità operativa complessa Governo clinico-Rischio clinico. “Ha vinto il concorso a fine settembre. Ed è il decimo direttore che nominiamo nel triennio della mia gestione”.

Che significa Governo clinico? Che non ci sono solo i primari clinici dentro l’Asur, che vuole e deve lavorare sulla prevenzione del rischio. “Governo clinico è un temine nuovo, ma vecchio è il percorso che ha avuto inizio nel 1992 con l’aziendalizzazione della sanità pubblica” precisa Livini. Efficienza, appropriatezza, qualità dei servizi, economicità sono criteri entrati nell’Asur nel corso degli anni: “Bisogna ragionare in termini aziendalistici. Il che significa fare una analisi continua e portare avanti processi che esulano dallo schema organizzativo”.

Insomma, l’Asur si dota di una figura tra il Tom Cruise di Minority Report, che interveniva per prevenire i crimini, e un manager alla Marchionne, come le grandi imprese, per ‘prendere in cura’ la struttura. “Dalla sicurezza dei pazienti al fattore umano, il lavoro di squadra e la completezza delle cure, il problem solving interno e l’elevazione della qualità dei servizi, la riduzione delle infezioni in ambito ospedaliero. Tante voci sotto il cappello della ‘sicurezza die pazienti’ che si abbinano alla gestione del rischio clinico”. Tutto questo, secondo Licio Livini, farà Andrea Vesprini.

Una funzione, più che una struttura organizzata, “visto che lavora trasversalmente”. A riprova al suo fianco ci sono il dottor Luca Polci per l’ospedale, il dottor Vincenzo Rea per il distretto, il dottor Ciarrocchi per la prevenzione: “Tutti insieme perché il lavoro è comune”.

Vesprini fa parte dello staff della direzione sanitaria “perché monitoreremo ogni situazione e passaggio”. Perché Vesprini? Non solo ha vinto, e quindi si è dimostrato preparato, ma è anche un perno dell’Asur di Fermo, proprio vicino a Livini. Laurea a Padova, specialista in medicina preventiva, corsi di perfezionamento sul management e organizzazione sanitaria, specializzazione per l’accreditamento delle strutture sanitarie, docente nel corso di laurea in Infermieristica e autore di numerose pubblicazioni. Dal 2001 a Fermo in direzione medica, dal 2007 è responsabile della programmazione sanitaria e miglioramento della qualità ed è reggente dello studio Firmano, che si occupa si storia e arte medica.

Da gennaio è ufficialmente in carica. Direttore tra i direttori, Vesprini sa di dover affrontare un compito non facile: “Ma la squadra mi aiuterà”. Il governo clinico deriva da clinical governance, che include anche l’assistenziale. “Perché ogni professione sanitaria è inserita all’interno, non solo la parte medica. ‘Governance’ è intraducibile in italiano, ma si può spiegare con un miglioramento che arriva dal confronto tra tutti i professionisti in modo trasversale”. Efficacia delle cure e sicurezza di pazienti e operatori sono i primi due obiettivi: “Senza dimenticare le risorse a disposizione”. Livelli elevati con risorse disponibili: “Il governo clinico diventa così di integrazione tra l’approccio clinico assistenziale e l’approccio manageriale che deve fare i conti con il bilancio”.

Vesprini parte dalla parola ‘facilitazione’. “Per me significa rendere semplice la comunicazione tra operatori e pazienti. Seconda parola chiave è ‘sicurezza’. “La medicina non è una scienza esatta, ma delle probabilità. Il nostro compito non è azzerare l’errore, ma dobbiamo tendere allo zero”. Terza parola è ‘appropriatezza’. “Il che significa fare il necessario nel tempo giusto e nel modo corretto”. Infine ‘efficienza’. “Se le prime tre funzionano, è certo che gli sprechi caleranno”.

L’esito finale deve essere il miglioramento dello stato di salute. “Per me è una continuità del lavoro iniziato. Ma c’è una discontinuità visto che tutto diventa organizzato e definito”. Nel primo periodo di attività, Vesprini ha vissuto la parte clinica, “e quindi conosco l’operatività”, e poi si è dedicato ai rapporti con gli operatori, “e questo mi agevola nelle relazioni”.

Il settore accreditamento è uno dei punti chiave della sua nuova struttura: “Uno dei parametri è la sicurezza. Che va oltre la struttura. Dobbiamo risolvere i possibili errori a monte e si fa agendo sull’organizzazione”. Così è il controllo dei dati, dei flussi informativi: “Livini in questo è stato un antesignano, creando il primo pool di coordinamento dei dati”.

“Controllo e verifica della qualità con il controllo di gestione. Paroloni, ma quando sono arrivato nel 2003 Vesprini era vicedirettore medico dell’ospedale e la collaborazione è iniziata. Ha vinto un concorso che gli dà un nuovo ruolo, ma che completa il percorso che da anni ha avviato. Avere lui nel settore accreditamento è una garanzia per l’Area Vasta” aggiunge Vincenzo Rea.

“Dedizione e competenza oltre a conoscenza. Qualità che Vesprini ha e che saranno importanti per l’azienda, sapendo che nel pubblico è ancora più complesso. Un compito arduo, ma che se completato porterà maggior qualità” prosegue Ciarrocchi. “È una sfida, sono carico e consapevole” riprende Vesprini che ringrazia gli ex direttori Genga, Carelli, e Forti che prima di Livini hanno creduto in lui. “Potremo solo crescere insieme. Lavorare in ospedale significa collaborare” conclude Luca Polci.

@raffaelevitali

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