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Da monsignore a dottore, lectio doctoralis a Macerata per don Vinicio: "Non perdete mai cortesia e perdono"

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Il rettore Francesco Adornato: “È un riconoscimento per aver agito da sempre in favore dei soggetti deboli e vulnerabili, degli emarginati e dei disabili, promuovendone diritti e testimoniando i sani principi della relazione di aiuto, della solidarietà, dell'equità sociale",

MACERATA – Non bastava monsignore davanti al suo amato ‘don’. Ora dovrà scriverci anche dottore. Perché da oggi Vinicio Albanesi è un neo laureato in Scienze pedagogiche all’università di Macerata. Laurea ad honorem per il prete degli ultimi, quello che con il compagno di viaggio don Franco Monterubbianesi ha saputo trasformare un sogno, un’utopia, in una comunità vera a Capodarco.

“Ho incontrato Dio molto tardi, quando ero già sacerdote, perché di Dio, in 11 anni di seminario e 5 di Università cattolica, non mi aveva mai parlato nessuno. Dio l'ho incontrato a Firenze, in una libreria, leggendo il compendio della Summa teologica di San Tommaso, quando Tommaso scrive che l'amore per il prossimo e l'amore per Dio sono lo stesso comandamento” ha sottolineato tra gli applausi che interrompevano la sua lectio doctoralis.

Un incontro che lo ha spronato: “Si ha una vita sola, tanto vale fare qualcosa”. E lui ha scelto id fare per gli ultimi, quelli che un tempo erano gli handicappati, quelli che on voleva nessuno, neppure a casa. E invece, oggi, grazie al lavoro della piccola comunità di Capodarco, lo Stato, oltre che la gente, li guarda senza neppure vederla la diversità. Ciche pure c’è e per questo bisogna sempre lottare per i diritti.

Il consiglio di Dipartimento non ha avuto dubbi dopo la proposta, presentata un anno fa dal preside di Scienze della Formazione. Oggi a consegnargliela è stato il rettore Francesco Adornato: “È un riconoscimento per aver agito da sempre in favore dei soggetti deboli e vulnerabili, degli emarginati e dei disabili, promuovendone diritti e testimoniando i sani principi della relazione di aiuto, della solidarietà, dell'equità sociale e della presa in carico dei bisogni reali della collettività”.

Don Vinicio, quasi commosso, con quella tonaca nera così diversa dalla sua, ha ripreso parola e da buon pastore ha lasciato la sala gremita con un messaggio: “Vi invito a non perdere la virtù e ad avere sempre comprensione, cortesia, gratuità, perdono, maternità, aiuto economico. La povertà più grande - ha spiegato - è non avere a disposizione il proprio tempo”. In prima fila, a rendere omaggio al neo dottore, il prefetto Maria Luisa D’Alessandro con il vice Francesco Martino, il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, la presidente della Provincia, Moira Canigola, il consigliere regionale Francesco Giacinti e una folta delegazione della comunità di Capodarco.

Si arricchisce così la vita di don Vinicio, già nominato monsignore, che è presidente della Comunità di Capodarco di Fermo, di Mondo minore, Solaria, L'arcobaleno. Ex cappellano del Papa nel 1994, attualmente è membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio episcopale, del Consiglio presbiterale della Diocesi di Fermo. 

Raffaele Vitali

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