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Aria nociva, fughe di gas, acari e radiazioni: ecco le paure dei marchigiani dentro casa

sarapersone

Una indagine di Sara Assicurazioni, 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita, fotografa la regione che vive tra monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari.

FERMO - I marchigiani si sentono minacciati dall’inquinamento anche quando sono dentro casa. Una indagine di Sara Assicurazioni, 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita, fotografa la regione che vive tra monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari. “Tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili”.

Tra le minacce domestiche più temute dai marchigiani, si collocano ai primi posti le sostanze nocive nell’aria (58%), l’inquinamento dell’acqua (54%) e le fughe di gas (62%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici (45%), mentre solo il 26% dei marchigiani si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte. “Il 49% dei marchigiani ammette di averne una conoscenza limitata e il 36% ignora del tutto l’esistenza del rischio”.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della regione, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (55%) e curandone l’igiene e la pulizia (57%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 51% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Eppure, in pochi pensano a prevenire

Meno numerosi, invece, i marchigiani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (22%), o acquistando un depuratore dell’acqua (19%).

Vorrebbero cambiare modo di approccio, ma i marchigiani hanno bisogno di sapere. “Il 30% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 30% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 12% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature” sottolinea l’indagine Cawi condotta da Nextplora.

C’è poi chi non fidandosi smette di bere l’acqua del rubinetto comprandola, ed è il 28% della popolazione, in bottiglia. “Abbiamo poca fiducia nella sua qualità e salubrità” commentano i cittadini. Ecco che torna in auge la comunicazione, con le amministrazioni che devono impegnarsi di più a far conoscere i reali valori che possano tranquillizzare la popolazione.

Raffaele Vitali

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