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Da verde monte a terra bruciata, il San Bartolo ferito risorgerà dalle sue ceneri

sanbartolofiamme

“Non ci sono stati danni alle persone - conferma Ricci - e neanche ai centri abitati. Il danno vero però è ambientale: un disastro in una delle falesie più belle del mondo. La vegetazione in gran parte la farà rifiorire ma ci vorrà tempo”.

PESARO - Lungo la Falesia del monte San Bartolo, area di inestimabile pregio, le fiamme hanno distrutto tutto. Settanta persone fra residenti di Casteldimezzo e turisti di un camping sono stati evacuati nella notte a causa di un incendio furioso che non sembra di origine dolosa. “All'inizio eravamo concentrati nella gestione dell'emergenza, poi è prevalsa la paura del fuoco impetuoso. La mattina è emersa la gratitudine nei confronti dei vigili del fuoco ed è cresciuta la sensazione di scampato pericolo dopo il salvataggio dei borghi di Casteldimezzo e Fiorenzuola. Ora, mano a mano che passano le ore, è una tristezza profonda a prevalere, nel vedere ettari e ettari di bellezza ambientale bruciati”.

Il San Bartolo, colle a picco sul mare amato da Pavarotti è stato ferito nel suo cuore.  Un luogo usato dalla Regione come spot, ripreso dagli appassionati, ammirato da chi arriva da lontano e desiderato da chi ci vive. “Oggi e domani avremo altri incontri e sopralluoghi. La nostra preoccupazione più grande ora è il dissesto idrogeologico alle prime piogge e su quello concentreremo sforzi e risorse. La cosa che mi sento di dire intanto è che, appena sarà finita la bonifica, chi vuole bene al San Bartolo deve tornare a frequentarlo. In bici, in moto, a piedi, come sempre. Ci sono tante attività che vi aspettano, il parco è danneggiato ma salvo e sicuro” ribadisce Matteo Ricci che già pensa a come coinvolgere i cittadini che chiedono di essere utili. Davanti agli occhi restano le immagini, delle fiamme che da Vallugola fino a dopo Fiorenzuola ha colpito, lambendo case, salvate grazie al lavoro dei vigili del fuoco. “Non ci sono stati danni alle persone - conferma Ricci - e neanche ai centri abitati. Il danno vero però è ambientale: un disastro in una delle falesie più belle del mondo. La vegetazione in gran parte la farà rifiorire ma ci vorrà tempo”.

@raffaelevitali

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