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Screening oncologici per prevenire i tumori, brillano le Marche. Ma restano le lunghe attese per gli esami

ceriscioli luca fermo

“Gli screening oncologici sono l’arma più efficace contro i tumori e per questo motivo la Regione Marche li sostiene con un grande investimento economico e organizzativo" spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

FERMO – Prevenire è meglio che curare, ancora di più in campo oncologico. E soprattutto se per curare devi attendere per una mammografia tra i 18/24 mesi, per una ecografia ‘urgente’ sei mesi, per una visita dermatologica sette mesi, come denuncia l’ex consigliera comunale di Porto San Giorgio Daniela Minnetti.

Di fronte a questi numeri impietosi delle liste di attesa, in questo caso si parla del Murri ma il quadro è comune, la Regione Marche lancia la campagna per gli screening oncologico per prevenire, o conoscere, tre possibili tumori. E saranno esami gratuiti finalizzati all’individuazione di tre gravi e purtroppo frequenti malattie tumorali: il tumore al colon retto, alla mammella e alla cervice uterina.

“Gli screening oncologici sono l’arma più efficace contro i tumori e per questo motivo la Regione Marche li sostiene con un grande investimento economico e organizzativo – spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – L’auspicio è che sempre più cittadini aderiscano a questa iniziativa visto che gli screening sono gratuiti, universali, offrono prestazioni di qualità nei presidi più vicini ai cittadini e non richiedono impegnative né prenotazioni tramite il Cup. Godono inoltre di una corsia preferenziale nell’esecuzione dei test diagnostici”.

Funzionano gli screening nelle Marche, che da questo punto di vista è una regione modello. I cittadini interessati, in base al sesso e per fascia di età, ricevono un invito nella cassetta della posta. Nella comunicazione trovano la sede e l’orario fissato per l’appuntamento. Per chi non può recarsi all’appuntamento previsto è sufficiente chiamare i numeri di riferimento e fissare una nuova data.

 

“Grazie agli screening, ogni anno la sanità marchigiana salva la vita di tanti cittadini, garantendo cure appropriate e tempestive, a tutto vantaggio dei pazienti e dell’organizzazione del sistema sanitario. Ignorare l’invito allo screening quindi, lo fa ancora un marchigiano su due, significa arrecare un danno a sé stessi e alla società” prosegue il presidente.

Gli screening hanno un target preciso. Quello per il colon-retto è tarato su una fascia di età 50-69 anni e coinvolge uomini e donne. “Si effettua ogni due anni e consiste nell’esecuzione del test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ricevuto l’invito, il cittadino non deve far altro che ritirare l’apposito kit gratuito in una qualsiasi Farmacia, eseguire comodamente a casa il prelievo, seguendo le semplici istruzioni, e riconsegnare il kit” spiega la Regione. Grazie allo screening nel 2015 sono stati individuati e trattati 100 carcinomi in stadio precoce e 445 adenomi avanzati (tumore benigno che nel giro di pochi mesi sarebbe diventato maligno).

Stessa fascia di età per lo screening alla mammella, anche se qui andrebbe rivista la tempistica, visto che il tumore alla mammella si rivela in età spesso più precoce: “Il protocollo per individuare precocemente le lesioni tumorali del seno ha cadenza biennale e prevede l’esecuzione della mammografia. Nella lettera di invito vengono riportati luogo, data e ora dell’appuntamento già fissato per la paziente, che potrà effettuare il test comodamente e senza attese. Da effettuarsi con cadenza triennale, questo protocollo prevede l’esecuzione del PAP-test”. grazie allo screening nel 2015 sono stati individuati 264 tumori della mammella, la maggior parte trattati chirurgicamente in uno stadio precoce e quindi con un intervento conservativo, garantendo allo stesso tempo un tasso di guarigione elevato.

Infine lo screening alla cervice uterina, che invece viene effettuato tra i 25 e i 64 anni. Ha cadenza triennale e individua precoci alterazioni cellulari nel collo dell’utero. “Nel 2015 sono state individuate 255 neoplasie della cervice uterina. Di queste, 245 erano allo stadio precocissimo per cui sono state trattate con micro- interventi conservativi anche in ottica della gravidanza” prosegue la nota della regione Marche.

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