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Sfollati spostati, il caos è solo politico. Le persone stanno cambiando 'casa' senza polemiche

holidaygente

L’errore che si sta commettendo ora, da un punto di vista politico e mediatico, è unire le due situazioni. Mentre i Sibillini sono fermi e in difficoltà, pur con la ripresa del turismo e il tentativo di cambio immagine dato dalla Regione e dai comuni, la costa ha funzionato nell’accoglienza.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO - Quello che sta accadendo ai terremotati ospitati sulla costa fermana ha del surreale. C’è un serio problema legato al futuro dei territori. Serio perché a distanza di sei mesi dalla scossa di ottobre in molte zone non è neppure stato spostato un mattone, un pezzo di maceria. Di fronte a questo quadro desolante, ci sono gli sfollati che alloggiano da mesi nei camping e negli alberghi.

L’errore che si sta commettendo ora, da un punto di vista politico e mediatico, è unire le due situazioni. Mentre i Sibillini sono fermi e in difficoltà, pur con la ripresa del turismo e il tentativo di cambio immagine dato dalla Regione e dai comuni, la costa ha funzionato nell’accoglienza. La Regione sei mesi fa decise, in accordo con i sindaci, di spostare tutti per evitare l’inverno al freddo e al gelo dei container. Certo, lo aveva fatto con la promessa di Renzi, allora premier, di far passare la primavera dentro casette di legno ai terremotati.

Non essendo mai arrivate le casette, il tempo di permanenza sulla costa si è allungato. Ma la costa ha bisogno di vivere, di turismo. E questo significa posti liberi. Lo hanno capito, bastava girare questa mattina tra i camping, i terremotati, molto più dei politici e di alcuni ‘leader’ di chi ha perso tutto. La dimostrazione è arrivata tra ieri e oggi, quando la responsabile della ricollocazione della regione Marche ha parlato con chi dovrà cambiare ‘casa’, lasciando il residence dell’Holiday (nell’albero Holiday invece restano in 220, ndr), i camping la Risacca e le Mimose. Passo passo lo hanno fatto in una cinquantina, senza polemiche, ritrovando subito un tetto, che si chiami Hotel Charlie o si trovi a Marina di Altidona.

Giusto quindi criticare la Regione, come hanno provato a fare, mancando però il target, Andrea Putzu (Fratelli d’Italia) e Jessica Marcozzi (Forza Italia) ma va fatto per la gestione dei Sibillini, dei paesi terremotati. Sbagliato colpire l’accoglienza, perché sulla costa, polemizzando, si finisce per fare male alle strutture turistiche che, invece, hanno bisogno dello stesso sostegno di chi ha perso tutto. Perché per far ripartire qualcosa non si può pensare di affondarne un’altra.

@raffaelevitali 

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