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Bullismo, se lo conosci lo denunci. La storia di Alice risveglia gli alunni del Montani

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È crudo nel suo parlare il regista, che recita le terribili chat che hanno colpito Andrea, un altro caso che ha raccontato, perché sa che altrimenti i giovani non ascoltano, non colgono. E così, ecco la frase chiave: “Se voi sapete che ci sono un bullo e una vittima e tacete, siete comunque complici”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Si può anche prendere 8 in condotta, ma bisogna rispettare i compagni, rispettare chi ci è vicino” sottolinea Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo. E, va aggiunto dopo la mattinata dedicata alla lotta contro il bullismo, rispettare anche le Istituzioni e i relatori. Ore importanti per 700 studenti del Montani di Fermo. Ore che gli ex allievi hanno voluto regalare facendo incontrare gli alunni con Luca Pagliari, giornalista e regista, autore di un toccante documentario sul bullismo, o meglio su chi ce l’ha fatta e ha avuto il coraggio di parlare. La storia di Alice è stata il filo conduttore di una mattinata intensa, perché quando si parla di 13enni che si tolgono la vita, di quindicenni che la vita la ritrovano dopo anni passati nel buio di una stanza, di amici che diventano i primi carnefici, non è facile andare avanti.

E invece, dentro il teatro dell’Aquila, si è provato a far riflettere i giovani, che si dimostrano ancora molto indietro a livello di capacità di ascolto dell’altro e di rispetto dei ruoli. Perché la bolgia mentre parla di cyber bullismo il Prefetto, che forse andrebbe spiegato meglio agli studenti che rappresenta lo Stato, è stata una brutta pagina. Che per fortuna non ha inficiato il prosieguo, grazie al documentario e grazie alla capacità di tenere il palco di Pagliari. Quando Alice sottolinea che “la libertà di parola è la cosa più importante per gli adolescenti” in tanti avranno pensato a quanto spesso ne abusano, facendola diventare un’arma a doppi taglio. “Alice – racconta il regista – l’hanno attaccata dall’età di 13 anni. Non c’era un motivo particolare, se non che fosse antipatica. E lo era perché diversa: più carina e più intelligente degli altri, semplicemente non aveva punti di incontro con la classe”. E così, un paio hanno cominciato a prenderla di mira: “E cosa potevano fare se non darle della poco di buono, di una che se la fa con tutti? Giorno dopo giorno, lei si è chiusa in se stessa”. Poi, però, Alice ha trovato la forza e si è raccontata. Oggi gira per l’Italia, con il documentario a lei dedicato: “L’obiettivo – ribadisce Pagliari – è sperare che chi vive questo tormento possa tirarlo fuori”.

È crudo nel suo parlare il regista, che recita le terribili chat che hanno colpito Andrea, un altro caso che ha raccontato, perché sa che altrimenti i giovani non ascoltano, non colgono. E così, ecco la frase chiave: “Se voi sapete che ci sono un bullo e una vittima e tacete, siete comunque complici”. Del resto, se il bullo ha i neuroni di un golden retriver, come dice il regista, chi tace non ne ha di certo di più. “Ricordate una cosa: il mulino bianco non esiste, è solo nella pubblicità. E se esistesse con uno che parla con le galline, non sarei tranquillo. Non esiste il mulino bianco, ci son i nostri problemi. Che insieme si possono affrontare”. I vertici del Montani, il referente degli ex allievi Stefano Luzi e la preside Margherita Bonanni, concludono: “È importante ragionare su questi argomenti. Crescere bene, oltre i risultati scolastici, è fondamentale”.

@raffaelevitali

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