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Carabiniere spara e uccide un ladro in fuga. L'Italia si interroga, M.S.Giusto si compatta. "Comitato per difenderlo"

carabinieri web 3

I militari erano in giro per controlli mirati, quando hanno notato una Fiat Bravo di colore scuro, poi risultata (in base alla targa) rubata a Terni. Più tardi, hanno ritrovato la stessa auto, parcheggiata in via Don Minzoni. Si sono appostati e hanno atteso.

di Raffaele Vitali

MONTE SAN GIUSTO - “Un carabiniere, dopo aver intimato l'alt, ha sparato a un'auto rubata (usata per diversi furti) che stava per investire lui e il collega a Monte San Giusto. Il ladro, con in tasca un documento albanese e alcuni oggetti d'oro, è stato dichiarato clinicamente morto. Il carabiniere, per aver fatto il suo lavoro e rischiato la vita, è stato indagato per lesioni gravissime colpose per eccesso di legittima difesa. Roba da matti. Un encomio per il carabiniere, il ladro conosceva i rischi del mestiere. E che i buonisti stiano zitti”. Il pensiero è di Matteo Salvini, ma nel giro di 48 ore è diventato il pensiero di mezza Italia.

LA VICENDA

Il fatto è avvenuto intorno alle 19 di venerdì a Monte San Giusto, paese in provincia di Macerata a due passi da Montegranaro, nel cuore del distretto calzaturiero. La vittima, che non aveva documenti, è un 35enne albanese. Il carabiniere era in borghese con un collega: erano intervenuti per una raffica di furti e tentativi di furto in varie abitazioni di via Giustozzi e via Valle. I militari erano in giro per controlli mirati, quando hanno notato una Fiat Bravo di colore scuro, poi risultata (in base alla targa) rubata a Terni. Più tardi, hanno ritrovato la stessa auto, parcheggiata in via Don Minzoni. Si sono appostati e hanno atteso. Ad un tratto hanno visto un giovane correre verso l'auto, probabilmente in fuga da un'abitazione vicina, sono usciti allo scoperto e hanno intimato l'alt, identificandosi. Ma l'altro è salito sull'auto e si è diretto verso di loro a tutta velocità.

A quel punto è partito un colpo dalla pistola di uno dei due carabinieri, che stava tentando di schivare l'auto. In tasca al ferito un certificato albanese e alcuni oggetti in oro, forse frutto dei raid nelle case della zona. Colpito al volto è stato portato all’ospedale di Macerata, dove dopo un giorno di rianimazione è stato dichiarato clinicamente morto.

IL PAESE

Monte San Giusto sta dalla parte del carabiniere che è indagato per lesioni colpose gravissime per eccesso di difesa. “Ma lui ha fatto solo il suo dovere - dicono all'unisono gli abitanti del paese - e cioè quello di proteggere i cittadini. Cos'altro avrebbe dovuto fare? Stiamo dando vita a un comitato di difesa per lui e presto sarà pronto un conto corrente a sostegno di lui e dei suoi famigliari. Ci sono carabinieri di mezza Italia che si sono dichiarati disponibili a versare soldi su quel conto”.

L’INCHIESTA

Indagato il carabiniere che ha sparato, difeso dall'avvocato Pietro Siciliano. “E’ molto provato” dice chi gli è vicino perché non si sente lo sceriffo di turno. L'ipotesi di reato è lesioni gravissime colpose per eccesso di legittima difesa. Con la morte della vittima, l'accusa si dovrebbe trasformare in omicidio colposo per eccesso di legittima difesa. L'arma e i proiettili sono stati sequestrati. Il pm Enrico Riccioni non intende chiedere la custodia cautelare. Intanto ha nominato un consulente balistico, chiedendo che la perizia balistica sia fatta in tempi brevi, al massimo una settimana, per poi ascoltare il militare. Indagato anche il ferito per tentato furto e ricettazione

L’uomo, morto, era stato indagato per furto tentato e per ricettazione. Intanto è caccia ai suoi due complici: nel pomeriggio di venerdì c'erano state diverse segnalazioni ai carabinieri da parte dei residenti proprio in via Don Minzoni, che avevano aggirarsi intorno alle case dei tipi sospetti.

REMIGIO CERONI

“Il tragico episodio dimostra in maniera inequivocabile che i fenomeni criminali stanno assumendo anche nelle Marche dimensioni che un tempo erano sconosciute. Una situazione che rende sempre più difficile e complicato il duro lavoro di prevenzione dei crimini e controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine. La prima ricostruzione della dinamica dei fatti – sottolinea il senatore di forza Italia, sindaco di Rapagnano - fa pensare a una legittima difesa e a una tragica fatalità. È tempo di evitare di sottovalutare una realtà sempre più complessa, dove fenomeni migratori ormai incontrollati possono generare anche in piccole comunità locali comportamenti delinquenziali e tragedie come quella di Monte San Giusto”.

@raffaelevitali 

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