Ricerca. Piante più resistenti alle malattie. La scommessa di Mezzetti, prof della Politecnica, in Europa

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Il pensiero comune è che l’agricoltura necessita di difendere le piante dalle malattie e dai trattamenti chimici. “Avere piante più resistenti- va avanti Mezzetti- vuol dire ridurre l'impatto chimico-ambientale e dare più sicurezza al consumatore".

ANCONA – Una fucina di idee studi l’Università Politecnica guidata dal rettore Sauro Longhi. Anche nel campo del food, dell’alimentazione. Come realizzare alimenti più sicuri e miglior impatto ambientale grazie a nuove tecniche di miglioramento genetico in agricoltura. E’ l’obiettivo di un progetto europeo, COST-iPlanta, con l'Italia capofila, coordinato da Bruno Mezzetti dell'Università Politecnica delle Marche.

Il progetto è stato presentato al Cnr di Roma e intende creare un network di ricerca a livello comunitario. Attraverso i frammenti di RNAi "si può controllare l'espressione di geni, bloccando i meccanismi che possono essere danossi per la pianta- spiega Mezzetti- dunque trovare soluzioni e applicazioni che possono ridurre l'uso di pesticidi".

Avere piante più resistenti alle malattie vorrebbe dire "controllare melio la maturazione del frutto e di quelle forestali, ma anche migliorare la qualità di certi alberi modificando il meccanismo di produzione della lignine. Si tratta di una tecnologia applicabile a diversi livelli e obiettivi", precisa Mezzetti.

Il pensiero comune è che l’agricoltura necessita di difendere le piante dalle malattie e dai trattamenti chimici. “Avere piante più resistenti - prosegue Mezzetti - vuol dire ridurre l'impatto chimico-ambientale e dare più sicurezza al consumatore. Obiettivo del progetto è capire se queste applicazioni sono reali". L'Italia capofila è un premio al lavoro del professore della Politecnica. “Si fa grande fatica a mettere insieme tanti esperti, con opinioni ed esperienze diverse. Ma anche questo è un modo per tenere unita l'Europa, attraverso la comunità scientifica"

r.vit.