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Le Marche hanno deciso: vaccini obbligatori per iscrivere i bimbi all'asilo nido. Contrario il M5S

asilonido

Critica anche la consigliera Marzia Malaigia: “La coercizione non è la strada giusta. Chi non intenderà vaccinare il proprio bambino ricorrerà ai cosiddetti “nidi abusivi”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Vaccini obbligatori nelle Marche per avere un posto all’asilo. La Regione guidata da Luca Ceriscioli segue l’Emilia Romagna. La Commissione Sanità delle Marche ha approvato la proposta di legge che prevede l'obbligo di vaccinazione per poter iscrivere i bambini nei nidi d'infanzia e nei centri per l'infanzia pubblici e privati accreditati.

«Abbiamo fatto un percorso di approfondimento - ha detto il presidente della Commissione Fabrizio Volpini (Pd) - ascoltando più voci coinvolte. Forti delle esperienze già compiute in Italia e delle stesse indicazioni del ministero della Sanità, siamo arrivati a questa conclusione». La Pdl è stata approvata con cinque voti favorevoli della maggioranza (Pd e Udc-Popolari Marche), uno contrario (M5S) e due astenuti (FdI e Lega Nord).

Critica anche la consigliera Marzia Malaigia: “La coercizione non è la strada giusta. Chi non intenderà vaccinare il proprio bambino ricorrerà ai cosiddetti “nidi abusivi”, già esistenti peraltro nel nostro territorio, organizzati da cittadini in case o luoghi di proprietà in maniera assolutamente improvvisata. La realtà esistente educativa per tale fascia di età andrà ad impoverirsi di iscrizioni, con il rischio di perdita di posti di lavoro di educatrici qualificate”.

Di idea diversa la maggioranza. “Per il primo accesso del minore ai servizi indicati, il genitore o chi esercita la potestà genitoriale deve presentare una certificazione attestante l'assolvimento degli obblighi vaccinali rilasciata dalla competente struttura del Servizio sanitario nazionale. Sono esentati i minori affetti da immunodeficienza congenita o acquisita, o da altre patologie che rendano la vaccinazione pericolosa per la salute. Era necessario intervenire - ha continuato Volpini, relatore di maggioranza - visti i dati preoccupanti sul calo delle vaccinazioni nelle Marche. Consegniamo al Consiglio una proposta di legge che è un'assunzione di responsabilità e rappresenta un atto di civiltà da parte dei consiglieri i quali di fronte a un problema di sanità pubblica hanno operato con partecipazione e senza pregiudiziali alla discussione”.

Unico voto contrario è stato quello dei 5 Stelle, con una dura disamina della consigliera Romina Pergolesi, relatrice di minoranza: “Quanto accaduto oggi in Commissione Sanità è un episodio gravissimo. La maggioranza fa passare un testo di legge sull'obbligo delle vaccinazioni per tutti i bambini che si iscrivono ai nidi di infanzia che non promuove assolutamente la corretta profilassi di vaccinazione, così come stabilito invece dalla normativa vigente. Questo dispositivo è inefficace e coercitivo e lede il fondamentale principio dell'autodeterminazione in materia di salute”.

La Malaigia ha lasciato aperta una porta che potrebbe portarla a votare poi a favore in aula: “Durante le audizioni avute in commissione, sia di associazioni di genitori che di medici di famiglia e pediatri, analizzando le cause che spingono i genitori a non vaccinare i loro figli, spicca la convinzione che se le vaccinazioni non sono più obbligatorie significa che non sono più necessarie. Il che è sbagliato. Sono fermamente convinta che la vaccinazione non sia solo una vicenda personale, ma anche collettiva ed è per questo che ho votato favorevolmente al solo primo articolo della PDL95/16 (La Regione riconosce come prioritaria la salute della comunità e in particolare quella dei minori. A tal fine tutela e preserva lo stato di salute del minore e di tutto il contesto relazionale con il quale lo stesso entra in contatto fin dai primi anni di vita), ma sostengo che andava prioritariamente avanzata una prospettiva di valorizzazione culturale, elaborando un programma di corretta informazione a tutti coloro che si occupano di infanzia e adolescenza, dai genitori, ai medici, agli insegnanti, agli educatori. Il concetto di promozione attraverso un ottimo piano di comunicazione avrebbe coniugato la responsabilità dell’individuo con quella della comunità che, con le sue istituzioni, garantisce l’esigibilità del diritto universale alla salute”.

@raffaelevitali 

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