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Meno mafia, più violenze in famiglia e boom ricorsi dei rifugiati: l'anno giudiziario nelle Marche

tribunale web

Non tranquillizza la Procura generale l'assenza di segnalazioni di reati mafiosi (ci sono comunque inchieste in corso). Nel territorio ci sono personaggi legati ad associazione di tipo mafioso e la Dna ha certificato dal 2015 la presenza della 'ndrangheta che controlla attività economiche per riciclare denaro sporco.

ANCONA – Migliorano i tempi di risposta della Giustizia nelle Marche, ma la normalità è ancora molto lontana. A dirlo è il Procuratore generale di Ancona all’apertura dell’anno giudiziario. Nella sua disamina Filippo Gebbia ha parlato anche delle infiltrazioni criminali: “Non è significativo il dato statistico di omessa segnalazione di reati di stampo mafioso, vista la presenza sul territorio di personaggi legati per parentela e biografia a associazioni di tipo mafioso e la relazione della Dna che nel 2015 certificò la presenza sul territorio della 'ndrangheta in maniera massiccia e incisiva”. Una quadro meno fosco di quello presentato l’anno scorso da Vincenzo Macrì, che è andato in pensione a dicembre.

In particolare, ha ricordato Gebbia, l'infiltrazione del crimine organizzato opera per la gestione e il controllo di attività economiche a fini di riciclaggio di denaro sporco. Al di là dell'assenza di segnalazioni di reati mafiosi, dovute anche all'intrinseca difficoltà di rilevazione delle infiltrazioni mafiose fuori dai tradizionali insediamenti, “ci sono comunque «indagini tuttora in corso”. E a testimonianza dell'attenzione che le Procure prestano ai fenomeni mafiosi, sono le 293 intercettazioni disposte per monitorare vicende in odore di mafia (273 telefoniche, 13 ambientali e sette per altri 'bersagli). In tutto le intercettazioni in corso sono 1.756 di cui dieci, sempre disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona, riguardano invece l'anti-terrorismo.

Per ricordare le vittime di neve e terremoto, niente copricapo, il ‘tocco’, in segno di rispetto per i giudici della Corte d'appello e della Procura Generale. Le calamità che hanno interessato anche avvocati residenti in zona terremotate, oltre a mietere danni e vittime, rischiano di aggravare il numero dei procedimenti pendenti (5-10% soprattutto nelle zone terremotate) e di allungare i tempi di una giustizia, civile e penale. Un macigno che potrebbe vanificare il trend del 2016 di riduzione dei procedimenti ultra-triennali penali (9.307, -17%) e civili (1.809, -16%). “È necessario - ha ribadito Carmelo Marino, presidente della Corte - che le istituzioni si facciano carico di rispondere alla domanda di giustizia dei cittadini ancor più dopo la catastrofica emergenza”. Il presidente dell'Ordine degli avvocati di Ancona, Serenella Bachiocco, ha espresso vicinanza a tutte le persone terremotate. L'avvocatura, in ogni caso, “trarrà ancora maggiore forza, per continuare a essere il baluardo della difesa dei diritti e l'anello di congiunzione tra i cittadini e la giustizia”. Questo il quadro del sistema giudiziario regionale.

PRESENZA 'NDRANGHETA - Quanto al crimine organizzato, non tranquillizza la Procura generale l'assenza di segnalazioni di reati mafiosi (ci sono comunque inchieste in corso). Nel territorio ci sono personaggi legati ad associazione di tipo mafioso e la Dna ha certificato dal 2015 la presenza della 'ndrangheta che controlla attività economiche per riciclare denaro sporco. Sono 1.756 le intercettazioni disposte dalle procure del distretto, di cui 293 per mafia e 10 per anti-terrorismo. Sulla percezione di ordine pubblico, ha detto il Pg, pesa anche la riforma che ha 'limitatò l'uso della custodia in carcere. «Inquietante» il dato sui latitanti: su 876 destinatari di misure cautelari, in 200 devono essere ancora raggiunti.

PIÙ REATI IN FAMIGLIA – “L'aumento dei crimini compiuti in famiglia (maltrattamenti, stalking e violenza sessuale) - ha rimarcato il Procuratore generale facente funzione Filippo Gebbia - è specchio fedele dello sgretolarsi della solidarietà familiare e del sempre minore rispetto verso le donne”. Crescono anche i casi di guida sotto l'effetto di alcol e droga.

TRAFFICI DROGA - Settori di criminalità “attivi e allarmanti” sono quelli dei reati contro il patrimonio e del traffico di droga soprattutto sulla costa e con il significativo coinvolgimento di cittadini extracomunitari.

SEQUESTRI PREVENTIVI - Ammontano a 20 milioni di euro i beni oggetto di sequestri preventivi nel 2016.

RICORSI MIGRANTI E PATROCINIO GRATUITO - Boom nel 2016 di ricorsi di migranti contro dinieghi dello status di rifugiati: 2.313 pendenti tra Tribunale e Corte d'appello. Ogni giorno la segreteria dell'ordine distrettuale riceve 30 richieste di ammissione al gratuito patrocinio. Nel 2015 erano state 1663, il doppio del 2014. Nel 2016 sono state 4.036 e la stragrande maggioranza per protezione internazionale. 

@raffaelevitali 

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