11232017Gio
Last updateGio, 23 Nov 2017 10am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Immigrazione, il nuovo piano del Governo in 4 punti. "I Cie saranno diversi e spazio allo Sprar"

sprar

Una parola spaventa i più ed è Cie. Ma il piano del Governo Gentiloni non si limita a questo.

di Raffaele Vitali

FERMO – Critiche e applausi per il ministro dell’Interno Marco Minniti e le nuove norme in materia di controllo dell’immigrazione a cui sta lavorando. Una parola spaventa i più ed è Cie. Ma il piano del Governo Gentiloni non si limita a questo. Quattro i punti chiave del decreto legge: semplificare le procedure e modificare alcune norme; serie di accordi con i paesi di origine e transito per rendere effettivi i rimpatri forzati; accoglienza diffusa rinnovando gli incentivi già previsti per i Comuni che accolgono i migranti; nuovi Cie per ospitare i soggetti che devono essere rimpatriati.

I PUNTI CHIAVE

UN DECRETO PER SEMPLIFICARE E RIVEDERE NORME  Si prevede l'annullamento del secondo grado di giudizio in caso di negazione del diritto d'asilo (resta il solo ricorso in Cassazione), la semplificazione di una serie di procedure che riguardano le notifiche dei provvedimenti da parte delle forze di polizia ai migranti, la possibilità di iscriversi all'anagrafe solo con il permesso di soggiorno regolare.

NUOVI CIE I famigerati Centri di identificazione ed espulsione secondo Minniti “non avranno nulla a che fare con quelli del passato e non c'entrano nulla con l'accoglienza ma con coloro che devono essere espulsi”. Il 19 ne discuterà la Conferenza Stato-Regioni, alla quale il ministro ribadirà che si parla di “strutture piccole, per non sovraccaricare il territorio, con una governance trasparente”. L'obiettivo è arrivare ad avere Centri quasi in ogni regione, per un totale di 1.500-1.600 posti.

RIMPATRI EFFETTIVI E ACCORDI BILATERALI I Cie restano un pezzo della proposta complessiva. Che punta ad affrontare il vero buco nero, quello dei rimpatri. “Lavoriamo per rendere il più possibile effettivi i respingimenti forzati – ribadisce Minniti – perché se c'è una persona irregolare la legge prevede che sia respinta, rimpatriata. Ma il problema è come e dove rimpatriarla, perché è difficile pensare che si possa procedere ad un respingimento immediato delle persone irregolari: bisogna avere prima un rapporto con il paese che deve accoglierli”. L’obiettivo è quindi costruire un sistema di cooperazione che funzioni lì, non in Italia ma in Libia, Niger, Sudan, Tunisia. “Un pezzo importante del problema immigrazione si gioca fuori dal confine nazionale”.

ACCOGLIENZA DIFFUSA E INTEGRAZIONE L'ultimo punto del piano riguarda l'accoglienza dei richiedenti asilo. “Lavoriamo ad un'accoglienza diffusa, le grandi aggregazioni sono da evitare”. Da qui il puntare sullo Sprar e costringere tutti i Comuni - oggi lo fanno solo 2.600 su ottomila circa - ad accogliere i migranti. Nelle prossime settimane, tra l'altro, arriveranno alle amministrazioni che hanno dato l'ok all'accoglienza i cento milioni previsti dal decreto del 24 ottobre scorso, vale a dire i 500 euro per migrante. Incentivi che potrebbero essere replicati anche nel 2017 e che dovrebbero spingere anche i comuni più restii ad aprire le porte dell'accoglienza. È allo studio, infine, la possibilità di finanziare i lavori socialmente utili svolti dai migranti con i fondi Ue.

LE REAZIONI

“L'integrazione – ribadisce Minniti - è una seconda gamba del piano immigrazione, importante quanto la prima. Perché una severità nei confronti dell'irregolarità consente di essere più forti sul terreno dell'integrazione”. Le parole non bastano all’opposizione, in particolare alla Lega: “Il dibattito folle tra prefetti, Pd e governo è come distribuire gli immigrati nel territorio, nell'ottica del mal comune mezzo gaudio. L'obiettivo invece deve essere chiudere il rubinetto. Ora sembrano parole assolutamente lontano dal possibile ma le navi che soccorrono chiunque ma non fanno sbarcare nessun essere umano devono essere realtà. Hanno chiuso i centri di espulsione perché non funzionavano e adesso dopo 5 anni corrono ai ripari e vogliono riaprirli. Nel frattempo sono sbarcati milioni di persone e Gentiloni scopre che ci sono anche radicalisti islamici” sottolinea Salvini.

Per la sinistra di Ferrero "i Cie sono falliti e il problema dell'Italia non sono i migranti ma Destra, PD e M5S, tutti insieme appassionatamente a invocare espulsioni di massa, ben sapendo che non si possono fare: il fronte unico della demagogia populista che stimola la guerra tra i poveri mentre i ricchi e gli speculatori se la spassano”.

Venendo al mondo locale, Minniti è promosso da Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno: “Noto con favore una certa discontinuità tra Minniti e Alfano e questo fa pensare che in qualche modo ci sia un ripensamento sulle modalità di gestione dei migranti; direi che questa discontinuità va colta perché pone l'accento sull'emergenza a cui siamo arrivati, che può essere sbloccata con procedure efficienti in seno all'identificazione e all'eventuale rimpatrio. I comuni spesso non aderiscono al sistema Sprar per mancanza di certezze sui tempi di permanenza dei migranti nelle varie realtà di accoglienza, a cui vanno a sommarsi sovente le paure dei cittadini. Io nella mia città - aggiunge il primo cittadino marchigiano ed esponente Anci - non ho fatto lo Sprar ma, grazie a un ottimo rapporto con la Prefettura, sono sopra al rapporto 2,5 migranti ogni 10mila abitanti previsto dall'accordo Anci-Viminale”

Chi promuove lo Sprar è il sindaco di Monza e presidente Anci Lombardia, Roberto Scanagatti: “Per noi sindaci l'unico modello di accoglienza vincente e possibile è lo Sprar. Sulla nuova formulazione dei Cie invece non entro nel merito, essendo un tema che potrei definire di stretto ambito 'statale’, anche se spero siano diversi dai vecchi centri, che furono chiusi a suo tempo per violazioni dei diritti umani. Credo nel sistema Sprar - ribadisce Scanagatti - perché tra l'altro non crea problemi di sovraffollamento, perché è prestabilito. Detto questo - precisa - è chiaro che bisogna accelerare sulla verifica dei requisiti per lo status di rifugiato e devo dire che anche in Lombardia, nonostante tanti sforzi fatti, i tempi rimangono ancora lunghi”.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.