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Un gioco di ruolo per capire come si vive da profugo. Il volontario: "Prigionieri della burocrazia"

foto asylumseekers3

Durante la simulazione i partecipanti, operatori Sprar, utenti, volontari del campo internazionale, operatori di Legambiente, hanno sperimentato in una prospettiva solidale e rispetto, identità e dinamiche di relazione insite nel percorso di richiesta d'asilo".

FERMO - Un gioco per comprendere i ruoli che gli altri occupano nella società, come si relazionano le persone con loro, come si vive nei loro panni e come loro vivono nei nostri e trarne una lezione di vita, una nuova visione della convivenza sociale, un nuovo modo di guardare l'altro. Con il gioco di ruolo Asylum Seekers organizzato dalla Nuova Ricerca Agenzia Res in collaborazione con Legambiente al San Carllo di Fermo si volevano raggiungere questi obiettivi e dai commenti dei 40 partecipanti si può dire che l'obiettivo è stato centrato.

Durante la simulazione i partecipanti, operatori Sprar, utenti, volontari del campo internazionale, operatori di Legambiente, hanno sperimentato in una prospettiva solidale e rispetto, identità e dinamiche di relazione insite nel percorso di richiesta d'asilo rispetto alle quali emergono superficialmente pregiudizi e cliché, atteggiamenti ostili e giudicanti. Asylum Seekers ha consentito di scambiarsi i ruoli: i richiedenti asilo sono diventati membri della Commissione territoriale che deve attribuire lo status di rifugiato; i volontari si sono improvvisati richiedenti asilo, misurandosi con la costrizione del dover lasciare la propria terra, di affrontare un viaggio precario e irto di insidie; altri hanno svolto il ruolo degli abitanti del quartiere o degli operatori sociali impegnati nell'accoglienza.

Bastano alcune impressioni per raccontare la fine del gioco: “Aiutate i migranti perché hanno bisogno di aiuto e loro aiuteranno voi” (secondo l'utente); “Il gioco di ruolo è stato molto utile perché ci ha permesso di comprendere quanto sia terribile e difficile la situazione dei migranti e conoscere l'esistenza di problemi seri come la procedura di accettazione o rifiuto dei richiedenti asilo” (per la volontaria russa); “In un periodo in cui aumentano i muri e le divisioni interne all'Europa, è fondamentale creare sempre più spazi educativi per riflettere sull'importanza del mettersi nei panni dell'altro” (operatore Sprar). Gli operatori del progetto 'Era Domani' proseguiranno questo percorso sperimentale di apprendimento attraverso il gioco di ruolo anche nelle scuole in collaborazione con associazioni del terzo settore. 

redazione@laprovinciadifermo.com 

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