Un colpo di mouse, la sonda si muove e il tumore viene bruciato: la macchina miracolosa dell'Inrca

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Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 36 mila nuovi casi di tumore alla prostata, per un totale di 9 mila vittime, che rappresentano l’8% dei decessi per tumore.

di Raffaele Vitali

FERMO – La inseriscono nel corpo, si muove, trova il punto e con gli ultrasuoni brucia il male. Non è una scena di Matrix, ma l’ultimo innovativo macchinario in dotazione all’Inrca di Ancona, che ha il suo cuore a Fermo.

LA MACCHINA

Una sonda robotizzata ad altissima precisione che è in grado di aumentare la temperatura delle cellule maligne fino a “bruciare” anche i più piccoli focolai tumorali. L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani è il primo posto dove vengono eseguiti interventi in Italia di terapia focale localizzata contro il cancro alla prostata.

L’apparecchiatura si chiama “Focal One”. Unica sul panorama nazionale, unisce la tecnologia a ultrasuoni focalizzati ad alta intensità Hifu – High Intensive Focused Ultrasound – impiegati nella cura di diversi tipi di carcinomi, a un sofisticato sistema di puntamento che permette di salvaguardare i tessuti sani.

LA MALATTIA

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 36 mila nuovi casi di tumore alla prostata, per un totale di 9 mila vittime, che rappresentano l’8% dei decessi per tumore. La neoplasia prostatica rappresenta circa il 20% di tutte le neoplasie nell’uomo ed è la seconda causa di decesso, dopo quella polmonare, per l’uomo sopra i 50 anni. Interessa prevalentemente gli over 65, ma l’età media dei soggetti si abbassa costantemente.

IL COSTO

Per comprare si sono uniti Ministero, Regione e la Fondazione Cariverona: la somma, ingente, di 1 milione e 155 mila euro è stata ripartita con 400mila euro per il pubblico e 200 mila per il privato. “Le tecnologie in sanità oggi sono fondamentali. Per questo motivo si va verso i centri di specializzazione. Poter contare su macchine come questa oggi presentata, che riesce ad attaccare il tumore, lasciando intatto il tessuto attorno, con basso impatto in termini di invadenza, significa offrire sicurezza, qualità, un alto livello di risposta e un buon servizio per i nostri cittadini” commenta soddisfatto il presidente Luca Ceriscioli.

IL FINE

A usarlo sarà Marco Dellabella, direttore dell’Unità operativa di urologia Inrca: “Un’evoluzione rispetto alle tecniche tradizionali perché il solo a consentire l’accurata selezione delle cellule malate”. Il sistema di puntamento si avvale di un software specifico per la fusione di immagini che integra in tempo reale i risultati dell’ecografia 3D, rilevati dalla sonda, con quelli della Risonanza magnetica multiparametrica.

“Con questa macchina si interviene con un livello di precisione mai raggiunto prima, con notevoli vantaggi dal punto di vista della qualità della vita del paziente, minimizzando effetti collaterali come incontinenza e impotenza”. La sonda robotica opera minuscole incisioni cilindriche, in gergo “sigari”, del diametro di 1.7 mm e lunghe 5, le più piccole consentite dalla tecnologia attuale. Permette inoltre di pianificare direttamente dal monitor le aree su cui intervenire, tramite la semplice selezione con il mouse.

IL RICOVERO

L’evoluzione tecnologica fa ridurre i tempi di ricovero, come ribadisce Fabrizia Lattanzio, direttore scientifico: “Si va dalle 24 alle 72 ore. Già oggi, più dell’85% dei pazienti sottoposti a terapia Hifu non presenta una ripresa della malattia e solo il 10% è rioperato. La totalità non ha problemi di incontinenza o di potenza erettile ad un anno dal trattamento. Risultati destinati a migliorare, grazie ai nuovi macchinari che in Europa ci sono solo in Francia, Germania, Svizzera e Polonia.