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Fermo, un venerdì per riflettere: Zoro parla di migranti in centro, Sgarbi di Caravaggio a villa Vitali

diego zoro bianchi

“La cooperativa Nuova Ricerca Agenzia Res da anni si occupa a Fermo, come in altri Comuni del territorio, di accoglienza integrata in qualità di ente gestore di servizi SPRAR (Servizi Per Rifugiati e Richiedenti Asilo), promuovendo percorsi di formazione e tutela.

FERMO – Girerà per Fermo con la sua immancabile handycam? O carpirà il pensiero dei fermani attraverso una tazzina di caffè, magari passeggiando con un cappello che lo rende meno riconoscibile? Nessuno lo sa, quel che è certo è che venerdì Zoro, conduttore televisivo di Gazebo, volto ormai affermato di Rai 3, sarà in piazzale Azzolino per parlare di migranti l’ha chiamato Alessandro Fulimeni, che guida l’agenzia Res e lo Sprar.

Alle 21, poco prima che a Villa vitali Vittorio Sgarbi inizierà il suo spettacolo teatrale dedicato a Caravaggio, rinviato lunedì per lutto, Diego Bianchi parlerà partendo dal titolo Essere/Esseri Migranti. “. Lo spettatore –cittadino, associazioni, istituzioni sono chiamati a interrogarsi sulle cause ed implicazioni del percorso migratorio, e sui cambiamenti che esso genera all’interno della società” spiega Fulimeni che punta sullo “stile libero” di Zoro per entrare nelle storie dell’immigrazione che nel nostro Paese vengono spesso percepite in bianco e nero, senza sfumature.

“La cooperativa Nuova Ricerca Agenzia Res da anni si occupa a Fermo, come in altri Comuni del territorio, di accoglienza integrata in qualità di ente gestore di servizi SPRAR (Servizi Per Rifugiati e Richiedenti Asilo), promuovendo percorsi di formazione e tutela nonché iniziative di sensibilizzazione finalizzate all’inserimento sociale e lavorativo dei migranti nel contesto locale di riferimento”. In caso di maltempo l’incontro si terrà presso il Cento Congressi San Martino. Ingresso libero.

Con Sgarbi, invece, appuntamento alle 2130 a Villa Vitali, con la rassegna Comune-Amat: “Caravaggio viene riscoperto in un'epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un'attualizzazione, un'interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio”.

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