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Stroncati i vertici della mafia nigeriana: controllavano Emila Romagna e Marche

Mafia nigeriana 5 2

La Famiglia Vaticana prevede il Don (cioè il capo), residente a Parma, che era tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti oggi ma il fermo non è scattato: per gli inquirenti l'uomo si trova all'estero (al pari di un altro indagato).

Mafia nigeriana presente e forte in più regioni. Ma l’operazione della direzione distrettuale antimafia di Bologna ha portato al fermo di 19 elementi. È l’esito di "Burning flame", incentrata sull'associazione nigeriana Maphite. Gli arresti sono stati eseguiti tra Bologna (due le persone coinvolte), Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e anche Bergamo. L'indagine ha permesso di accertare che l'associazione opera in diverse province dell'Emilia-Romagna. Ma la struttura è più complessa secondo gli inquirenti.

Maphite è un culto che in Italia è organizzato in quattro famiglie. La 'Famiglia Vaticana’, oggetto dell'indagine, egemone oltre che in Emilia-Romagna anche in Toscana e Marche. La 'Famiglia Latinò, nell'Italia nord-occidentale, la 'Famiglia Rome Empire’, nel centro Italia e la 'Famiglia Light House of Sicily', presente in Sicilia e Sardegna.

La Famiglia Vaticana prevede il Don (cioè il capo), residente a Parma, che era tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti oggi ma il fermo non è scattato: per gli inquirenti l'uomo si trova all'estero (al pari di un altro indagato).

“Abbiamo eliminato la cupola, i vertici, la struttura principale di tutta l'organizzazione operante in Emilia-Romagna, Marche e Toscana e cioè la cosiddetta Famiglia Vaticana" ha spiegato il capo della Squadra mobile di Bologna, Luca Armeni. Secondo il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, “emergono tutti i tratti caratteristici dell'associazione di tipo mafioso: l'intimidazione violenta, l'assoggettamento in particolare nei confronti di connazionali e l'omertà che in queste associazioni nigeriane viene stimolata anche da forme di vendetta cruenta". 

Gli aderenti devono leggere questo giuramento: “Giuro di essere leale e fedele all'organizzazione dei Maphite. Se domani deciderò di svelare questi segreti, questo fuoco brucerà me e le cose che mi appartengono; ovunque mi trovi i Maphite mi faranno a pezzi sino alla morte”. Dopodiché scattava una sorta di rito tribale: prima venivano picchiati dagli altri membri e poi dovevano tenere tra le mani dei pezzi di carta infuocati, per dimostrare il loro valore.

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