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L'Infinito di Leopardi conquista Torino tra Cacciari e i 'piedi nudi' di Smerillo

cacciaminuto

Una complessità che ha un primo fondamento nella constatazione che la filosofia va intesa come una visione il più possibile integrale e completa della realtà, dolorosa ma vera.

TORINO – Non potrebbe essere diversamente, considerando che ha scritto L’infinito. Giacomo Leopardi non è il passato, “è un autore attuale grazie al suo pensiero”. A dirlo, questa volta, è Massimo Cacciari, il filoso politologo che ha visitato lo stand della regione Marche al Salone del Libro. “Guardare la realtà in modo disincantato, per comprendere che è qualcosa di molto complesso. Non è solo quella della scienza e dell'intelletto: è anche quella dell'immaginazione”: questo il messaggio, ancora attuale, del pensiero leopardiano che può illuminare il percorso della società contemporanea secondo Cacciari.

In occasione dei duecento anni di Leopardi, la Regione ha organizzato un incontro con Cacciari e il filosofo Giulio Giorello, moderati da Piero Dorfles, sul concetto più alto e più arduo del pensiero umano. “La realtà leopardiana - ha detto Cacciari dialogando con Mimmo Minuto - essendo quella dell'immaginazione, può essere anche quella della speranza. Non solo una visione realistica e pessimistica, ma una visione che ti può spingere a creare quella coesione, quello stare insieme, auspicato nel canto de La Ginestra. Leopardi è un grande pensatore, oltre che un grande poeta, come ormai viene riconosciuto da tutta la critica. E il suo pensiero è molto complesso”.

Una complessità che ha un primo fondamento nella constatazione che la filosofia va intesa come una visione il più possibile integrale e completa della realtà, dolorosa ma vera. “Dolorosa perché vedere le cose come stanno può provocare dolore, ma anche vera, nel senso latino del termine, che è uguale a reale. Una cosa è dire il vero, il reale, rappresentarlo per come è, anche se costa dolore, In Leopardi c'è un di più che spiega poi anche la sua poesia: accanto a questa dimensione, altrettanto reale tra le nostre facoltà, c'è quella dell'immaginazione e qui si aggancia il tema de L'Infinito. Nella realtà di Leopardi c'è anche l'immaginazione e speranza. La Ginestra è un canto di speranza: che si sia in grado di federarci nei confronti della natura e dei dolori che sentiamo, che ci provochiamo. Leopardi non è pessimista, da questo punto di vista, ma realista”.

Cacciari si è ben inserito in un salone che per le Marche è ricco di presentazioni e pubblicazioni, a cominciare dalle due introdotte dal Garante dei diritti per la persona della Regione, Andrea Nobili che hanno toccato il complesso tema del diritto alla felicità. Un focus ha toccato il festival ‘Le parole della Montagna’ di Smerillo con il direttore artistico che ha presentato il libro “Camminando a piedi nudi” in cui si incontra il camminatore a piedi scalzi per un dialogo sulla sacralità della montagna. 

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